scritto da Redazione Ulisseonline - 28 Gennaio 2026 10:14

Italiano sempre più dominante, i dialetti scompaiono dalla vita quotidiana

Il rapporto ISTAT 2024 sull’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere fotografa un Paese linguisticamente più uniforme: cresce l’uso esclusivo dell’italiano, crolla quello dei dialetti e aumenta la conoscenza delle lingue straniere, anche se con livelli di competenza ancora limitati

L’italiano continua a rafforzare la propria posizione come lingua principale degli italiani. Nel 2024 il 48,4% della popolazione parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti della vita quotidiana, un dato in netto aumento rispetto al 2015, quando la quota si fermava al 40,6%. La lingua nazionale è ormai dominante soprattutto nei rapporti con gli estranei, dove viene utilizzata dall’82,6% delle persone, ma guadagna terreno anche in ambito familiare e tra amici, segnando un cambiamento profondo nelle abitudini comunicative rispetto al passato.

All’opposto, l’uso dei dialetti registra un ridimensionamento costante e marcato. Nel 1988 quasi un italiano su tre parlava esclusivamente o prevalentemente dialetto in famiglia; oggi questa quota si è ridotta al 9,6%. Il dialetto resiste soprattutto nelle relazioni più informali, ma il suo utilizzo come lingua principale è ormai residuale: solo il 2,3% della popolazione dichiara di usarlo in tutti i contesti sociali. Il dato conferma una tendenza di lungo periodo legata alla diffusione dell’istruzione, alla mobilità geografica e all’omogeneizzazione culturale favorita dai media e dalle nuove tecnologie.

Accanto a queste trasformazioni interne, cresce anche l’apertura verso le lingue straniere. Nel 2024 il 69,5% degli italiani afferma di conoscerne almeno una, con un aumento di oltre nove punti percentuali rispetto a dieci anni fa. L’inglese si conferma la lingua più diffusa, parlata dal 58,6% della popolazione, seguito dal francese e dallo spagnolo. Tuttavia, la conoscenza resta spesso superficiale: più della metà degli italiani valuta le proprie competenze linguistiche come appena sufficienti, evidenziando un divario tra diffusione e reale padronanza.

Il quadro delineato dall’ISTAT restituisce l’immagine di un’Italia sempre più orientata verso una lingua comune e condivisa, in cui i dialetti perdono spazio nella comunicazione quotidiana pur mantenendo un valore simbolico e identitario. Allo stesso tempo, la crescente presenza delle lingue straniere segnala un Paese più aperto, ma ancora lontano da una piena competenza linguistica diffusa. Un cambiamento che racconta, attraverso le parole, l’evoluzione della società italiana. (fonte Istat)

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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