Italiani divisi tra valori, simboli e consumi: il ritratto SWG del Paese
L’ultima rilevazione SWG restituisce un’Italia attraversata da tensioni profonde: consenso al governo ma richiesta di più pragmatismo, distanza dai Savoia, favore alle chiusure domenicali e famiglie prudenti nei consumi. Un Paese meno ideologico e più attento agli equilibri della vita quotidiana
L’Italia che emerge dall’ultima indagine SWG Radar (12–18 gennaio 2026) è un Paese complesso, attraversato da contraddizioni ma anche da orientamenti piuttosto chiari. Dalla percezione del governo Meloni ai valori del centrodestra, dal rapporto con la monarchia alla spesa domenicale, fino ai consumi delle famiglie e alle intenzioni di voto, la fotografia restituisce una società meno polarizzata di quanto appaia nel dibattito politico e più concentrata su esigenze concrete.
Governo e valori del centrodestra
La prima evidenza riguarda la collocazione politica dell’esecutivo. Gli elettori di maggioranza continuano a percepire il governo come saldamente ancorato al centrodestra, mentre quelli di opposizione lo considerano “più di destra che di centrodestra”. Una frattura prevedibile, ma non radicale. Più interessante è ciò che accomuna i due fronti: la richiesta di meno ideologia e più pragmatismo. Il 63% degli italiani ritiene che il centrodestra dovrebbe ridurre l’impostazione ideologica, percentuale che sale all’89% tra gli elettori di opposizione ma resta molto alta anche nella base di governo.
La sicurezza resta il valore identitario più riconosciuto del centrodestra, seguita da identità nazionale e famiglia. Tuttavia, tra gli stessi elettori di centrodestra cresce la domanda di maggiore attenzione a legalità e libertà individuali, soprattutto sui temi etici e della vita personale, ambito nel quale si registra un consenso trasversale a favore della libertà di scelta.
Monarchia, simboli e Savoia
Il rapporto degli italiani con le monarchie europee è più culturale che politico. Due italiani su cinque dichiarano di essere affascinati da riti e simboli monarchici, soprattutto tra i più giovani, e uno su quattro ritiene che una monarchia simbolica potrebbe rafforzare identità e stabilità. Nonostante ciò, la Repubblica parlamentare resta nettamente preferita dal 56% degli intervistati.
Diverso e più freddo il giudizio sulla dinastia dei Savoia. Il 57% esprime una valutazione negativa o di distacco, mentre un terzo li considera semplicemente un pezzo di storia da conservare “come in un museo”. La battaglia legale sugli ex beni della Corona non trova sostegno popolare: per sei italiani su dieci è giusto che quelle ricchezze restino allo Stato.
Chiusure domenicali: consenso e timori
Torna centrale il tema delle chiusure domenicali della grande distribuzione. Il 64% degli italiani si dice favorevole, soprattutto per i benefici attesi sulla qualità della vita dei lavoratori. Tuttavia, il sondaggio fotografa anche le ambivalenze: il 58% teme una forte limitazione per i consumatori e una parte significativa paventa effetti negativi sull’occupazione.
Fare la spesa di domenica non è un’abitudine consolidata per la maggioranza, ma lo è per oltre un quarto della popolazione, percentuale che sale tra i giovani. Per molti non è una scelta, bensì una necessità legata ai ritmi di lavoro. In caso di chiusura, la maggioranza si adatterebbe anticipando la spesa o rivolgendosi ai negozi di prossimità.
Famiglie caute e consumi sotto controllo
Sul fronte economico, il monitor SWG su consumi e risparmio segnala un clima di cautela. A gennaio 2026 prevale l’equilibrio o la difficoltà tra entrate e uscite, con una parte consistente delle famiglie che prevede una riduzione dei consumi o un maggiore ricorso al risparmio. La propensione al debito resta marginale, segno di un atteggiamento prudente verso il futuro.
Intenzioni di voto
Infine, le intenzioni di voto confermano una sostanziale stabilità. Fratelli d’Italia resta primo partito sopra il 31%, seguito dal Partito Democratico al 22,4% e dal Movimento 5 Stelle al 12,4%. Le variazioni settimanali sono contenute, a indicare un elettorato poco mobile nel breve periodo.
Nel complesso, l’indagine SWG restituisce l’immagine di un Paese che chiede meno slogan e più soluzioni concrete, più attenzione alla vita quotidiana e meno contrapposizione ideologica. Una domanda di pragmatismo che attraversa schieramenti, generazioni e temi diversi, e che rappresenta forse il dato politico più rilevante di questo inizio 2026.
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