Domani la Giornata contro lo spreco: nel bidone un miliardo di pasti al giorno
Il 60% dello spreco alimentare avviene nelle case, mentre il restante è imputabile per il 28% alla ristorazione e per il 12% al commercio al dettaglio
Lo spreco nasce soprattutto tra le mura domestiche
Il 60% dello spreco alimentare avviene nelle case, mentre il restante è imputabile per il 28% alla ristorazione e per il 12% al commercio al dettaglio. Un problema non solo economico, ma anche etico, considerando l’elevato numero di persone che nel mondo non hanno accesso a un’alimentazione adeguata, e ambientale, per via delle emissioni di gas serra legate alla produzione di cibo che finisce in pattumiera.
Filiere corte e km zero: la soluzione per tagliare gli sprechi
Una risposta concreta alla riduzione degli sprechi arriva dai sistemi alimentari locali. Acquistare prodotti a chilometro zero, attraverso filiere corte come i mercati contadini o direttamente dagli agricoltori, consente di ridurre lo spreco alimentare fino al 70%, secondo dati Ispra. Le filiere corte limitano le perdite lungo il percorso dal campo alla tavola e offrono prodotti più freschi, che durano più a lungo e generano meno emissioni grazie alla riduzione dei trasporti.
Campagna Amica, la più grande rete europea della vendita diretta
In Italia questa opportunità è garantita dalla rete di Campagna Amica, la più grande d’Europa per la vendita diretta, con quasi 20.000 punti tra fattorie, mercati contadini, agriturismi, ristoranti e orti urbani. Un modello che valorizza il lavoro degli agricoltori e tutela allo stesso tempo ambiente e consumatori.
Le buone pratiche quotidiane contro lo spreco
Ridurre lo spreco alimentare è possibile anche attraverso semplici accorgimenti quotidiani: programmare la spesa con liste dettagliate, fare acquisti più frequenti ma in quantità moderate, evitando le maxi-spese quindicinali o mensili che aumentano il rischio di prodotti non consumati. Fondamentale anche scegliere prodotti di stagione, conservarli correttamente in base ai tempi di consumo e leggere con attenzione le etichette, distinguendo tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.
La cucina degli avanzi salva cibo e tradizioni
Un ruolo importante lo gioca anche la cucina del recupero. Grazie ai cuochi contadini di Campagna Amica, ricette della tradizione come la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o la frittata di pasta tipica del Sud dimostrano come gli avanzi possano diventare una risorsa, riducendo gli sprechi e preservando il patrimonio gastronomico dei territori. (fonte Coldiretti)







