scritto da Redazione Ulisseonline - 11 Gennaio 2026 12:24

Cava de’ Tirreni, le proposte dell’ing. Aniello Casola per la Città che può rinascere: idee concrete per uno sviluppo possibile

Il documento dell'ingegnere Aniello Casola propone una visione organica per rilanciare Cava de’ Tirreni attraverso un modello di sviluppo ispirato alla gestione virtuosa di una grande famiglia. L’obiettivo è creare ricchezza diffusa, valorizzare le vocazioni del territorio e liberare energie oggi bloccate da vincoli, burocrazia e assenza di programmazione. I settori chiave individuati – turismo, sport, agricoltura, agroalimentare e tecnologie – possono generare un circuito virtuoso capace di trasformare la città in un polo attrattivo, produttivo e sostenibile

cava
foto Angelo Tortorella

Riceviamo e pubblichiamo

Idee per lo sviluppo di Cava de’ Tirreni

Ogni cittadino si aspetta che il proprio territorio si sviluppi nel migliore dei modi in ogni settore della società che lo compongono; in primis nel settore della educazione e della cultura , in secondo luogo nel campo dello sviluppo economico equilibrato e dell’ordinamento delle infrastrutture a partire dal traffico e circolazione, ai parcheggi , ai posti di lavoro adeguati, alla possibilità di sviluppare attività imprenditoriali e commerciali , alle attività di svago e di tempo libero e anche e perché no alle attività culturali, teatrali e spettacolari e alla riduzione degli orpelli burocratici di cui si ammanta la inefficienza e di cui si può fare a meno.

Ma la gran parte di essi, non riescono a capire da dove cominciare per ottenere tali risultati e pertanto nel migliore dei casi si affidano, molte volte, ad incantatori di popolo inneggianti inefficienze reali , latenti o presunte, ed altre volte , ad amministratori che magari anche se animati da propositi di buona volontà, ma molte volte non supportati dalla necessaria cultura e preparazione di base a risolvere i problemi complessi che si trovano di fronte , e che si affidano alla loro estemporaneità e personale fantasia .

Nel mio piccolo ambito, maturato nell’esercizio della libera professione per circa 20 anni e nell’esercizio delle funzioni di dirigente tecnico e responsabile di settori tecnici presso varie pubbliche amministrazioni per ulteriori 25 anni, ho avuto modo di riflettere su tali aspetti tentando di analizzare e di sintetizzare alcune iniziative, che se ben applicate e poi perseguite con caparbietà potrebbero conseguire uno sviluppo e un benessere per tutta la società cavese

Per meglio far comprendere la ratio delle mie proposte ho assunto come esempio basilare di paragone, l’articolazione della organizzazione che caratterizza in genere la gestione del ménage di una comune famiglia tipica, nella quale al capofamiglia spetta in genere l’onere di migliorare le condizioni economiche generali nonché i servizi offerti ai componenti della famiglia stessa in ragione delle singole necessità.

Ho immaginato che la comunità di un territorio, si potesse considerare come una grande ampia famiglia e che il Sindaco potesse essere considerato il capofamiglia depositario degli aspetti decisionali supportato dagli organi amministrativi quali la giunta e il consiglio comunale, impegnati alla ricerca del benessere comune e della migliore armonia fra i cittadini. Esempio se si vuole, un po’ arcaico ma che può rendere più semplicistico il discorso programmatico che vado a proporre.

Cominciamo con l’osservare che se un capofamiglia (uomo o donna che sia), se è mosso dalla volontà di migliorare la condizione economica e rendere più gratificante e accettabile la convivenza, la vita e l’ambiente famigliare, ha come primo obbiettivo quello di aumentare gli introiti famigliari e/o gestire, ottimizzare o controllare le spese.

Volendo migliorare le proprie entrate deve elevare la qualità delle prestazioni e dei servizi resi da se e dai propri membri famigliari verso l’esterno del cerchio famigliare, in modo da determinare un maggior rientro di ricchezza nel proprio nucleo famigliare.

In genere, per ottenere tale obiettivo, provvederà a collocare i propri famigliari nel mondo del lavoro mediante miglioramento dei servizi spendibili mediante acquisizione di professionalità più elevate possibile mediante apprendistato di qualità, mediante acquisizione di attrezzature idonee, rendendo commerciabili beni disponibili, avviando attività commerciali ecc.

In tal modo , la ricchezza disponibile del nucleo famigliare aumenta e cosi la disponibilità di risorse per ciascun nucleo famigliare che anche autonomamente è portato anche ad investire in maniera autonoma , innescando un circuito virtuoso determinante il miglioramento della vita economica e relazionale della intera famiglia, che in tal modo avvierà un percorso di sviluppo progressivo e sinergico, liberando anche iniziative innovative sotto la guida e il controllo del capofamiglia e della maggiore disponibilità di ricchezza da investire.

Detta articolazione organizzativa, anche in maniera semplicistica, può essere applicata alla gestione del un territorio comunale inteso come famiglia allargata, naturalmente tenendo in conto il dovuto fattore di scala.

In riferimento a quanto sopra detto, io credo che un sindaco (come dall’esempio del citato capofamiglia) per elevare il tenore e la qualità della vita di un territorio comunale, dovrà prima di tutto tentare o perseguire il migliorare della condizione economica di ogni singolo cittadino.

Questo obiettivo, a mio parere, si può ottenere solo se si creano le condizioni per far entrare sul territorio comunale, risorse economiche di ogni tipo derivanti dalle prestazioni di servizi da parte dei cittadini a favore di altre comunità, in modo da innescare un processo automatico di sviluppo circolare che si autoalimenta nel tempo creando progressivi miglioramenti economici per tutti i cittadini.

Tale processo si può attivare promuovendo ogni possibile iniziativa tendente a consentire ad ogni cittadino di dotarsi delle capacità necessarie a rendere competitivo e conveniente la propria attività.

Innanzitutto, direi che occorre, innanzitutto, individuare le potenzialità territoriali naturali e le inclinazioni che la popolazione detiene e che dimostra per propensione, per cultura, per abitudini, per vissuto o per suscettività territoriale.

Per quanto riguarda in modo specifico Cava de’ Tirreni, direi che sicuramente il territorio, come conformato, non si presta ad attività industriali, ma solo a quella di tipo artigianale. Mi riferisco sicuramente alla produzione di ceramiche, a lavori in ferro artistico, lavori di falegnameria nonché attività commerciali di rivendita di supporto alle attività di meccanica, idraulica, edilizia e alimentari.

Sicuramente, non si presta per la realizzazione di grandi strutture ospedaliere in quanto il territorio confinante h cooptato queste attività con la realizzazione di grandi strutture di importanza ultraterritoriale già capaci di esaurire ogni necessità anche per i territori prossimi. Forse vi rimane ancora spazio per piccole realtà ospedaliere per specializzazioni specifiche e di supporto come degenze postraumatiche, attività terapeutiche e di analisi specialistiche e così via.

Ma allora su cosa si potrebbe puntare per alimentare questo circuito virtuoso che dovrebbe determinare  un aumento globale di ricchezza da parte degli abitanti del territorio di Cava de Tirreni?

A tal proposito, avrei individuato, in maniera molto semplicistica e senza alcuna pretesa scientifica, alcuni interventi che, con scarso impegno economico, potrebbero rappresentare l’avvio di un potenziale innesco di sviluppo nei seguenti settori integrati.

 

Settore Turistico

Cava de’ Tirreni ha la fortuna di collocarsi nella prossimità della Costiera amalfitana con la quale è unita da storia comune millenaria, nonché da usi e costumi.

Penso che sia indubbio che stabilire un collegamento con le strutture turistiche della Costiera amalfitana, determinerebbe una sorta di unione di interessi fra gli operatori del settore che porterebbero ad uno sviluppo naturale turistico indotto del nostro territorio, atteso la sua suscettibilità come dimostrato dalla attuale crescente presenza di turisti.

 

 

Turismo integrato con la Costiera: la grande occasione mancata

Cava può diventare il naturale ampliamento della ricettività amalfitana, attirando investimenti alberghieri, riqualificando contenitori inutilizzati e inserendosi nei flussi internazionali grazie alla posizione strategica tra mare, siti archeologici e aeroporti

 

Basterebbe, per esempio, indurre o convincere o creare le condizioni affinché qualche operatore alberghiero costiero, possa trovare convenienza ad investire sul nostro territorio magari acquisendo contenitori edilizi in disuso o scarsamente utilizzati, per creare un comune interesse di settore atto ad assorbile il flusso turistico in eccesso atteso le limitate possibilità di ricezione delle strutture costiere a fronte delle richieste della utenza specie quella internazionale. Si tenga presente, peraltro, che il territorio cavese si colloca in posizione turisticamente strategica e, in quanto situato in posizione baricentrale fra Paestum, l’aeroporto, scavi di Pompei, scavi di Ercolano, Napoli e le realtà rurali dei monti lattari e del parco del Cilento.

Un dato per tutte; le strutture turistiche della costiera, già nel corso del mese di giugno raggiungono l’esaurimento delle prenotazioni fino alla fine di settembre. Pertanto è facile presumere che l’esuberanza che non trova disponibilità in costiera, potrà trovare collocazione su cava, se indirizzata dagli stessi operatori costieri, E’ naturale che a seguito del primo periodo di avvio, si verrebbero a determinare le condizioni naturali per l’innesco di un circuito virtuale di sviluppo che consentirebbero a Cava de’ Tirreni di entrare, in maniere definitiva nel giro turistico internazionale della Costiera Amalfitana.

Naturalmente questo richiederebbe l’adeguamento del PUC e la sospensione del PUT, che a mio parere, è risultato una disgrazia per tutto il territorio per anni, impedito nel più elementare sviluppo.

L’attivazione di vari contenitori alberghieri determinerebbe un incremento delle attività edilizia, impiantistiche, della falegnameria, della elettrotecnica, elettronica, oltre che l’attivazione di servizi alberghieri correlati e di supporto. In tal modo, la Citta di Cava de’ Tirreni potrebbe godere di un introito di ricchezza generalizzato e anche quantificabile in via preliminare.

Inoltre , nel contempo, sempre per promuovere la presenza turistica sul territorio, si potrebbero stabilire degli accordi con le grandi società di navigazione che approdano presso il porto di Salerno in modo da far inserire nelle loro programmazioni escursionistiche anche il territorio di Cava de’ Tirreni con tour preordinati e prestabiliti finalizzati alla visita di luoghi prestigiosi di cui godiamo quali la Badia di Cava, il Monte Castello, San Martino, i portici, san Francesco , i laboratori di ceramica e i ristorantini tipici e particolari e chi ne ha più ne metta.

 

 

Settore Sportivo

Sempre a supporto delle attività turistiche e culinarie, si potrebbero immaginare la realizzazione di strutture sportive e ricreative di vario tipo e a vari livelli come piscine coperte e riscaldate e non strutture tennistiche coperte e non, strutture equestri, strutture calcistiche già esistenti che potrebbero essere messe in rete, attività di trekking con percorsi precostituiti ed attrezzati a vari livelli dotati di punti di ristoro tipici a supporto, campi da golf ecc, ecc.

 

 

 

Sport e tempo libero: un’economia parallela che può generare ricchezza

Piscine, tennis, equitazione, trekking, golf e il completamento del palazzetto dello sport possono trasformare Cava in un polo sportivo capace di trattenere risorse locali e attrarre utenza esterna

 

Fra queste attività potrebbe anche collocarsi il completamento del palazzetto dello sport che potrebbe trasformarsi in un punto di riferimento e centrale di tutta l’attività sportiva del territorio in modo da creare rete condivisa e gestione ottimale. In tal modo, questo settore, oltre a non far disperdere le risorse dei cittadini cavesi che a varie ragioni, al momento attuale si rivolgono ai territori viciniori e quindi a portare le risorse economiche territoriali su altre comunità, potrebbe invece essere costituire un ulteriore introito e ulteriore ricchezza a favore del territorio comunale cavese e contribuire così ad un ulteriore incremento delle redditività dei nostri cittadini.

Va da se che a latere delle succitate attività sportive vere e proprie, si attiverebbero naturalmente scuole sportive varie e supporto sanitario necessario e conseguente e la creazione di un circolo vizioso di formazione professionale specializzata da proporre alle realtà esterne al territorio.

 

 

Settore Agricolo

Altro settore importante da ravvivare e portare agli splendori degli anni 60 e 70 è quello agricolo che al momento langue totalmente con abbandono delle terre coltivabili, a causa della bassissima redditività e altissimi costi della mano d’opera necessaria.

 

 

Agricoltura di qualità: dal declino alla rinascita attraverso consorzi e filiere

Il 50% del territorio è agricolo ma abbandonato. Specializzazioni colturali, cooperative, centri di consulenza e filiere corte possono riportare redditività e lavoro, sfruttando anche il mercato turistico della Costiera

 

Al fine di aumentare al massimo la redditività dei terreni agricoli ( che al momento attuale costituiscono il 50% dell’intero territorio comunale), si propone di individuare alcune culture specializzate e redditizie, creare un centro agricolo specializzato pilota che potesse fornire ogni informazione specialistica, economica e gestionale, tentare di mettere a rete i vari residuali proprietari terrieri a formare consorzi e/o cooperative e creare un polo di trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli realizzati. Si potrebbe incrementare e supportare la consumazione a chilometro zero in ogni settore e a qualunque livello magari con supporti e aiuti economici e gestionali, coscienti della esistenza di un vasto mercato di consumazione dei prodotti genuini rappresentato dall’attività turistica della Costiera Amalfitana che potrebbe rappresentare un veicolo di valorizzazione e promozione anche a vasta scala.

Questo naturalmente comporterebbe, ancora una volta, la revisione del PUC e la sospensione del PUT al fine di consentire nelle zone agricole la realizzazione di attività a supporto come strutture di commercializzazione, vendita e manutenzione delle macchine agricole, dei vivai, della viabilità interpoderale, della sistemazione fondiaria, delle attività di irrigazione e di accumulo idrico e della regimentazione delle acque di pioggia.

Questa attività, sicuramente costituirebbe, per un settore quasi dimenticato quale è quello agricolo, una nuova realtà di produzione di ricchezza, utilizzando le conoscenze ancora esistenti che si vanno via via disperdendo, e la collocazione di notevole mano d’opera del posto che finalmente troverebbe una professionale e dignitosa occupazione e un dignitoso riconoscimento economico.

 

Settore Agroalimentare

La valorizzazione e messa a reddito delle zone agricole di media collina, in maniera integrata, porterebbero alla produzione di prodotti agricoli di varia natura di tipo specializzata e richiesta dal mercato, da individuarsi come meglio spiegato sopra. Tali prodotti richiederebbero una organizzazione ottimizzata di raccolta, trasformazione e commercializzazione, anche a vasta scala.

 

 

Agroalimentare e tecnologie: riconversione dell’ASI e nuove competenze

I capannoni inutilizzati dell’area industriale possono diventare poli di trasformazione, logistica e innovazione, generando un indotto tecnologico e professionale al servizio dei settori agricoli e turistici

 

A tale proposito, si renderebbe necessario la programmazione di contenitori edilizi necessari per tali attività e dunque, si potrebbe pensare ad una conversione di vari contenitori realizzati nell’area del consorzio ASI e che risultano al momento inutilizzati per assenza di utilizzazione. Questo comporterebbe sicuramente una rivisitazione di tali strutture al fine di renderli confacenti alle necessità agroalimentari.

Si potrebbe pensare anche ad un mercato ortofrutticolo capace di promuovere e creare una rivitalizzazione commerciale del settore.

Naturalmente entrano in questo settore anche le attività di produzione di succhi vari estratti, liquori tipici e forse insaccati di varia natura collegati ad attività di allevamenti nostrani e di qualità.

 

 

 

Settori Tecnologici

I settori su citati, per il loro sviluppo richiedono una intensa attività di supporto sia in fase di realizzazione che di adeguamento, di manutenzione e di gestione.

Questo comporta che vari settori di sviluppo troverebbero collocazione e sviluppo naturale quali tutto il settore impiantistico elettrico, idrico, gestionale, di sorveglianza, di sicurezza e di commercializzazione.

Si creerebbe un indotto di intelligenze necessarie a fornire tutta questa attività di alta tecnologia nel settore della ingegneria e nella conoscenza di alte competenze settoriali da fornire poi ad altre realtà territoriali al di fuori di Cava de’ Tirreni.

 

 

Presupposti alla realizzazione

Per dare sfogo pratico alle articolazioni esposte, occorre innanzitutto che il territorio sia liberato dai parossistici vincoli paesaggistici imposto dal ministero dell’Ambiente nel corso degli anni 60 e dai quali ha preso corpo il famigerato PUR regionale nato su carteggio errato già dal primo momento della sua valenza nell’anno 1987.

Sicuramente occorre attenuare i vincoli paesaggistici, limitandoli per le aree già intensamente urbanizzate e per le quali la loro esistenza non hanno più alcun senso. Si tratta di scegliere le aree degne di un pregio ambientale e limitare il vincolo a queste se non altro per ridurre la burocrazia e la discrezionalità dei decisori ai minimi termini e solo ove si dovesse riscontrare la reale necessità.

 

 

Vincoli e burocrazia: il freno da rimuovere per far ripartire tutto

La revisione del PUC, la sospensione del PUT e la riduzione dei vincoli paesaggistici nelle aree già urbanizzate sono condizioni indispensabili per permettere investimenti, sicurezza territoriale e sviluppo

 

Sicuramente il PUT va rivisto nel senso che non dovrebbero esistere aree a vincolo di inedificabilità assoluta perché questo impedisce persino le sistemazioni territoriali per realizzare un minimo di sicurezza da frane e da alluvioni e lasciare alla programmazione di secondo o terzo livello di competenza dei comuni la programmazione territoriale sulla base di necessità all’interno di cornici programmatorie indicate dallo Stato centrale.

Infine, vorrei richiamare l’attenzione sulle procedure burocratiche richieste attualmente. Ai tempi del cartaceo, bastava elaborare gli atti e con una semplice domanda di accompagnamento si depositava la richiesta all’Amministrazione competente. Oggi, nell’epoca della digitalizzazione, per la quale si presumono tempi celeri , invece una pratica semplice per poter essere immessa nei sistemi automatici degli Uffici interessati richiede tempi ingiustificati e prolungati sia dall’approccio al sistema per un normale cittadino, sia per la elaborazione delle schede di immissione delle istanze, sia per la necessità di accreditamenti automatici di diritti che richiedono vari sistemi di funzionalità preventiva quali codici vari , validità di codici vari e quant’altro che rendono i cittadini inermi e depressi di fronte a quelle complicazioni eccessive anche per attività semplicissime.

ingegnere Aniello Casola

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

3 risposte a “Cava de’ Tirreni, le proposte dell’ing. Aniello Casola per la Città che può rinascere: idee concrete per uno sviluppo possibile”

  1. Progetto fantastico,ci saranno mai amministratori capaci e volenterosi per la progettazione e la realizzazione di un programma così articolato e risolutivo per il miglioramento dell’economia cavese? La speranza è l’ultima a morire

  2. Complimenti all’ Amico Ing. Aniello Casola per le buone proposte che mirano ad uno sviluppo della nostra città “oramai distrutta e invivibile”.
    Queste buone proposte vanno approfondite, incrementate e occorre il coinvolgimento di diversi attori che devono avere volontà di puntare “con serietà” a raggiungere i necessari e indifferibili obbiettivi per la rinascita della nostra Città.
    Complimenti.
    Salvatore Adinolfi.

    1. Grazie Salvatore. Il tuo commento positivo che viene da una personalita esperta e concreta quale tu sei, mi riempie di orgoglio. Grazie . Resta la speranza che queste mie idee vengano recepite nei programmi di qualche volenteroso candidato sindaco per le prossime elezioni.

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