Campania, il benessere arranca: nel Report BesT 2025 solo 8 indicatori sopra la media nazionale
Il nuovo Report BesT diffuso dall’Istat fotografa una Campania in forte affanno sul fronte del benessere equo e sostenibile: su 60 indicatori solo 8 superano la media italiana, mentre 40 evidenziano un netto svantaggio. Differenze limitate tra le province, con Benevento leggermente avanti e Caserta in maggiore difficoltà. Bene sicurezza e ambiente, ma criticità profonde in economia, lavoro e innovazione
Campania, il benessere arranca: il nuovo BesT 2025 racconta una regione in difficoltà
La Campania si conferma una delle regioni italiane più fragili dal punto di vista del benessere equo e sostenibile. A dirlo è l’edizione 2025 dei Report BesT, l’analisi territoriale dell’Istat che quest’anno viene pubblicata per tutte le 20 regioni italiane in un formato rinnovato e più immediato, focalizzato sui “messaggi chiave” che emergono dalla lettura congiunta degli indicatori.
Questa terza edizione introduce importanti innovazioni, a partire dall’inclusione del reddito disponibile equivalente degli individui, calcolato tramite il Sistema Integrato dei Registri dell’Istat, fino ai nuovi indicatori soggettivi di benessere, rilevati dal Censimento della popolazione e riferiti a percezione della sicurezza, reti d’aiuto e soddisfazione di vita. Un ampliamento che rende l’analisi più vicina alla realtà quotidiana delle persone e alle necessità delle politiche locali.
Ma per la Campania i numeri parlano chiaro: solo 8 dei 60 indicatori analizzati la collocano sopra la media nazionale, mentre ben 40 segnalano un posizionamento significativamente peggiore rispetto al resto d’Italia. Una fotografia che restituisce un territorio strutturalmente svantaggiato in molti ambiti del vivere sociale ed economico.
Province campane: poche differenze, ma Caserta si distacca in negativo
Il quadro rimane critico anche osservando il dettaglio provinciale. In tutte le cinque province campane, infatti, la maggioranza degli indicatori registra livelli inferiori alla media nazionale, segno di un benessere che fatica a consolidarsi sul territorio.
Nonostante ciò emergono alcune sfumature:
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Benevento è la provincia con più indicatori in vantaggio (13), e rappresenta l’area con il profilo migliore della regione.
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Avellino registra invece il maggior numero di indicatori con valori inferiori (37).
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Caserta è però l’unica provincia a mostrare un distacco netto: 45 indicatori sotto la media e solo 10 superiori, un bilancio che la colloca come l’area più fragile del panorama campano.
Nel complesso, spiegano i tecnici dell’Istat, le differenze tra province non sono marcate, segno che il quadro regionale presenta criticità diffuse e omogenee.
Economia, lavoro e innovazione: i settori più deboli
Il cuore del problema riguarda soprattutto tre dei dodici domini attraverso cui l’Istat misura il benessere territoriale:
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Benessere economico: tutti gli indicatori regionali sono sotto la media nazionale.
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Lavoro e conciliazione dei tempi di vita: oltre il 90% degli indicatori registra livelli peggiori dell’Italia.
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Innovazione, ricerca e creatività: anche in questo caso più del 90% presenta valori nettamente inferiori.
Si tratta di tre aree strategiche per lo sviluppo del territorio, dove la Campania continua a mostrare fragilità strutturali che si ripercuotono su redditi, opportunità professionali e capacità di generare innovazione.
Sicurezza e ambiente: i pochi segnali positivi
Nel mare delle criticità emergono tuttavia alcuni ambiti in cui la regione mostra performance migliori rispetto al quadro nazionale.
Nel dominio della Sicurezza, quasi tutte le province registrano tassi inferiori alla media nazionale sia per i furti in abitazione sia per i borseggi. Un dato che si discosta dall’immaginario comune e che trova riscontro nelle percezioni rilevate dal Censimento, dove la popolazione campana esprime un livello di allarme non superiore alla media italiana.
Buoni risultati anche sul fronte ambientale. La produzione pro capite di rifiuti urbani è più bassa rispetto all’Italia in tutte le province ad eccezione di Napoli, mentre le vaste aree protette di Avellino e Salerno contribuiscono a posizionare la Campania sopra la media nazionale in termini di tutela del territorio.
Un territorio che cerca riscatto
Il Report BesT 2025 restituisce dunque l’immagine di una Campania che vive una condizione di benessere ancora fragile e fortemente disomogenea rispetto al resto del Paese. I segnali positivi, presenti soprattutto nell’ambiente e nella sicurezza, non compensano le pesanti criticità economiche e occupazionali che pesano in modo trasversale sulle province.
Un quadro, quello tracciato dall’Istat, che richiama la necessità di politiche territoriali più incisive, capaci di intervenire sulle basi della crescita economica e dell’inclusione sociale, senza disperdere le potenzialità ambientali e culturali che ancora oggi rappresentano uno dei pochi punti di forza della regione. (fonte Istat)
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