Salerno e Provincia – BusItalia Campania al buio: sparita la geolocalizzazione, il pendolare si organizza da solo
È paradossale che, in un'epoca in cui si incentiva l'uso del mezzo pubblico per ridurre l'impatto ambientale, l'infrastruttura digitale di base venga meno proprio all'inizio del nuovo anno. La mancanza di tracking non è solo un fastidio ma un danno economico e sociale per chi deve timbrare il cartellino o entrare in aula in tempo
Mentre il mondo corre verso la smart mobility, il trasporto pubblico locale nel salernitano sembra aver fatto un balzo all’indietro. Dal 1° gennaio, gli utenti di BusItalia Campania convivono con un disservizio tanto silenzioso quanto paralizzante: la totale sparizione della geolocalizzazione dei bus.
Le app – come QuiBus Campania – restano mute mostrando solamente gli orari programmati, i quali si rivelano teorici poiché puntualmente smentiti da corse non sempre puntuali. Il risultato? Una “lotteria della fermata” che costringe centinaia di persone a lunghe attese senza alcuna certezza.
In questo vuoto tecnologico, è emerso lo spirito di adattamento dei cittadini. Non potendo contare sui sistemi ufficiali, i pendolari hanno dato vita a una vera e propria rete di mutuo soccorso su WhatsApp.
I gruppi, divisi per tratte o zone, sono diventati l’unica bussola affidabile. La dinamica è semplice quanto emblematica del disagio: chi sale sul bus avvisa il gruppo. Possiamo definirla una “Geolocalizzazione fai da te”.
Una solidarietà digitale che sopperisce alle mancanze di un’azienda che, nel 2026, dovrebbe fare della puntualità e dell’informazione il suo vessillo. Un passo indietro per la mobilità sostenibile.
È paradossale che, in un’epoca in cui si incentiva l’uso del mezzo pubblico per ridurre l’impatto ambientale, l’infrastruttura digitale di base venga meno proprio all’inizio del nuovo anno. La mancanza di tracking non è solo un fastidio ma un danno economico e sociale per chi deve timbrare il cartellino o entrare in aula in tempo.
”Non sappiamo se il bus è già passato o se non passerà mai”, lamentano gli utenti. “Siamo tornati agli anni ’90, con l’unica differenza che oggi avremmo gli strumenti per evitare tutto questo.”
Chiediamo a BusItalia Campania: qual è la causa di questo blackout informativo che dura ormai da settimane? È un problema di manutenzione dei sistemi GPS o un mancato rinnovo dei software di gestione?
I cittadini chiedono risposte e, soprattutto, il ripristino immediato di un servizio essenziale. Nel frattempo, i pollici continuano a scorrere su WhatsApp, in attesa che un messaggio di un concittadino sia più veloce e preciso dei sistemi ufficiali.







