scritto da Redazione Ulisseonline - 10 Febbraio 2026 18:43

Referendum sulla giustizia, Meridione Nazionale sul fronte del “No”

Un documento diffuso il 10 febbraio espone le ragioni giuridiche e istituzionali del voto contrario alla riforma della giustizia. Al centro del dibattito responsabilità dei magistrati, equilibrio tra i poteri dello Stato e fiducia dei cittadini

l’avv. Alfonso Senatore (foto Aldo Fiorillo)

Nel dibattito nazionale sul referendum relativo alla riforma della giustizia, anche a Cava de’ Tirreni si fa sentire la voce di chi come Meridione Nazionale invita a votare “no”. In un testo diffuso il 10 febbraio, a firma del coordinatore regionale avv. Alfonso Senatore, vengono illustrate le motivazioni giuridiche e sistemiche che, secondo i promotori, renderebbero la riforma proposta insufficiente e potenzialmente dannosa.

Il documento sottolinea come l’intervento referendario agisca prevalentemente su aspetti ordinamentali, senza affrontare quelli che vengono definiti i nodi strutturali del sistema giudiziario italiano. In particolare, viene evidenziata la mancata introduzione di meccanismi efficaci di responsabilità personale dei magistrati in caso di errori giudiziari, che continuerebbero a gravare economicamente sulla collettività.

Un altro punto centrale riguarda il sistema disciplinare, ritenuto ancora troppo interno alla magistratura stessa. Secondo l’analisi proposta, l’assenza di un controllo realmente terzo rischierebbe di alimentare dinamiche corporative e di indebolire ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Il testo richiama inoltre l’attenzione sul rapporto tra magistratura e politica, segnalando come la riforma non risolva il problema delle cosiddette “porte girevoli” e delle appartenenze correntizie, elementi che, a detta dei firmatari, metterebbero in discussione il principio di imparzialità.

Dal punto di vista pratico, viene rilevato come la riforma non incida su temi cruciali per la vita quotidiana dei cittadini, quali la durata dei processi, l’organizzazione degli uffici giudiziari e l’effettività delle tutele. Senza interventi su risorse e gestione, si legge nel documento, il rischio è quello di un cambiamento percepito come puramente simbolico.

Nel quadro costituzionale, il richiamo finale è all’equilibrio tra indipendenza e responsabilità della magistratura. Da qui l’invito al voto contrario, presentato non come difesa dello status quo, ma come richiesta di una riforma più organica, capace di rispondere in modo concreto alle inefficienze del sistema e alle esigenze dei cittadini.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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