Cava, sull’Ospedale è ancora scontro: presa di posizione della Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera

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Ospedale S. M dell’Olmo – atto terzo. Se non fosse per la delicatezza e gravità della questione in merito di dibattito, così si potrebbe denominare l’ultima novità in merito al caso che è scoppiato qualche giorno fa, avente come oggetto del contendere il reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Cava de’ Tirreni.

Dopo la denuncia dei consiglieri comunali metelliani circa la mancanza di ferri chirurgici nelle sale operatorie, cui i medici debbono sopperire con attrezzi personali e la dura replica del Primo cittadino cavese Vincenzo Servalli, è intervenuta l’A.O.U. (Azienda Ospedaliera Universitaria) San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.

In comunicato stampa fatto diramare ieri pomeriggio, i vertici aziendali hanno fatto sapere che “La Direzione Generale della A.O.U Ruggi di Salerno, in merito alle dichiarazioni del professore Domenico Lombardi, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale, d’Urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava dei Tirreni, sulla carenza di strumentario chirurgico che lo avrebbe costretto ad utilizzare ferri di sua proprietà in sala operatoria, sottolinea quanto segue: La Direzione Strategica, ha avviato questa mattina una indagine ispettiva avente ad oggetto le dichiarazioni rese a mezzo stampa dal Prof. Lombardi, a seguito della quale è emerso che solo in data 26 ottobre 2017 il Direttore Medico dell’Ospedale di Cava de’ Tirreni, Dott.ssa Luciana Catena, ha ricevuto una mail dal Prof. Lombardi finalizzata al sollecito della fornitura di strumentario chirurgico, già precedentemente avviata, con aggiunta di nuovo strumentario. Non era stato, infatti, possibile perfezionare l’istanza, poiché, dopo avere inoltrato richiesta di acquisto, egli non si è mai peritato di sottoscrivere, con assunzione di specifica responsabilità, l’indispensabile relazione di conformità tecnica. La procedura di acquisto, infatti, è stata avviata in tempi rapidi da parte degli uffici competenti; il Professore Lombardi, però, non ha tutt’oggi, benché sollecitato, espresso una propria valutazione di conformità dei dispositivi proposti da ditte diverse. Risulta, viceversa, che la relazione definitiva, più volte modificata dallo stesso professionista, non è stata sottoscritta neppure in occasione della convocazione dello stesso presso gli uffici aziendali competenti”.

Il comunicato, poi, continua: “La realtà è che ad oggi, nonostante le proteste unilaterali ed inesatte elevate a mezzo stampa, l’Azienda non è stata messa nelle condizioni di poter effettuare una gara in merito, diversamente da quanto è stato realizzato per altre Unità Operative, sia ospedaliere che universitarie, che hanno doverosamente osservato le usuali procedure. Ad ogni buon conto, la commissione ha anche accertato che presso la Sala Operatoria di Cava de’ Tirreni è comunque presente un set chirurgico completo, tale da soddisfare le esigenze chirurgiche dell’Ospedale. In merito, infine, all’utilizzo arbitrario di strumentario personale, la Direzione Generale si riserva di assumere nei confronti del Professore Lombardi i provvedimenti consequenziali”.

Intanto, sull’annosa questione è intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, che presenterà un‘interrogazione parlamentare per fare chiarezza sull’accaduto e chiedere al ministro Beatrice Lorenzin di revocare l’incarico al manager Nicola Cantone.

Una sola cosa, ad ora, è certa in questa triste vicenda: la perdita d’immagine del nosocomio metelliano che, già attanagliato da gravosi problemi, pare ora esser diventato l’oggetto di una lotta d’interessi che sembrano esulare la stretta vicenda medica.

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