Cava, sulla chiusura delle scuole le dure denunce dei 5 Stelle e di Potere al Popolo

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Ma la scuola è ancora il luogo della cultura e del sapere?

Se lo domanda il Movimento 5 Stelle di Cava de’ Tirreni in un comunicato stampa posto all’attenzione del Primo cittadino metelliano, Vincenzo Servalli, riguardo l’ordinanza di chiusura delle scuole in città fino al prossimo sabato 10 aprile.

“Una città che vanta, nella sua storia passata e presente, illustri maestri di cultura oggi è nelle mani un’amministrazione che brancola nel buio dell’ignoranza e che continua a pensare che tenendo chiuse le scuole si evita il contagio. Siamo messi proprio male”.

Così comincia il comunicato che poi continua sullo stesso tono grave: “Noi attivisti del Movimento 5 Stelle non possiamo non esprimere il nostro disappunto sulla decisione del Sindaco di prolungare la chiusura della scuola a causa dell’aumento di contagi COVID. Ormai la presenza a scuola è rara, tranne che per brevi periodi i ragazzi non frequentano la scuola da mesi e dal primo marzo il nostro amato Governatore ha chiuso in casa anche neonati e bambini”.

I pentastellati terminano la nota scritta con una sequenza di staffilate all’Amministrazione comunale: “Forse se il Sindaco e i suoi amici si impegnassero di più nell’effettuare i controlli fuori dalle scuole e su tutto il territorio da loro amministrato, certamente si avrebbe una riduzione dei contagi.

Forse se il Sindaco e i suoi amici si impegnassero di più nel potenziamento della campagna vaccinale sul territorio cavese (senza demandare il compito all’ospedale di Nocera Inferiore) sarebbe più celere la riduzione dei contagi.

Forse se il Sindaco e i suoi amici evitassero di fare liste di amici e parenti da vaccinare e puntassero sulla immunizzazione delle categorie deboli si ridurrebbero anche morti tra le persone più “fragili”.

Accuse gravi quelle dei Cinque Stelle che meritano una replica di chiarimento da parte del sindaco Servalli.

Toni altrettanto duri anche da parte di Davide Trezza di Potere al Popolo che punta il suo j’accuse sulla carenza di dati informativi che hanno fatto decidere per la chiusura delle scuole.

“Con l’ordinanza emanata nella giornata di ieri dal Sindaco Servalli – si esprime Trezza in una nota stampa – si deroga all’apertura delle scuole senza esplicitare il parere delle autorità sanitarie competenti, senza analizzare l’RT nella popolazione scolastica e facendo riferimento a un generico “principio di precauzione” mai indicato dalla normativa nazionale”.

“La deroga alla chiusura – continua – sarebbe invece prevista “solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. In questo momento la scelta politica più giusta per il bene della collettività tutta ci impone non di prendere la scelta più facile ma uno screening completo della popolazione scolastica, disponendo test rapidi antigenici per il ritorno a scuola in sicurezza”.
Trezza conclude: “Lasciare che il populismo amministrativo – forse in cerca di like facili o di “porti sicuri” sul piano del consenso in un momento però in cui ormai sono palesemente in discussione i diritti fondamentali di ciascuno di noi – prenda possesso di Palazzo di Città e consenta che si calpesti la cultura, l’istruzione, l’educazione dei bambini, senza uno straccio di copertura giuridica, è un salto nel vuoto che non possiamo permetterci”.

 

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