Cava, l’Arcivescovo Soricelli: “Restiamo una comunità che vive e celebra la Pasqua del suo Signore!”

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«Sin d’ora vi invito a predisporre tutto il necessario affinché la celebrazione della Pasqua diventi il “centro della vostra casa e della vostra famiglia”. Sarà quindi fondamentale radunarsi e seguire le celebrazioni evitando ogni distrazione e fuggendo il rischio di far altro durante le dirette».

E’ uno dei passaggi della lettera di auguri pasquali ai fedeli della Arcidiocesi Amalfi-Cava de’ Tirreni dell’arcivescovo Monsignor Orazio Soricelli in occasione di questa Pasqua così diversa dalle altre.

«Non potremo ritrovarci insieme fisicamente come popolo di Dio nei nostri luoghi di culto per celebrare la Pasqua del Signore -scrive ancora Monsignor Soricelli- ma possiamo e dobbiamo vivere nella fede, nell’ascolto e nella preghiera questo tempo così particolare e centrale per la nostra vita cristiana. I mezzi di comunicazione sociale, in modo particolare la televisione, sia sulle reti nazionali che locali, ci offrono la possibilità di partecipare ai Sacri Riti».

«Prepariamoci per tempo con il cuore, con il desiderio e con l’intelligenza tanto da trasformare la nostra casa in una Domus ecclesiae vivendo l’esperienza dei primi cristiani -raccomanda l’Arcivescovo- Nel silenzio e nel raccoglimento delle nostre chiese domestiche potremo cogliere delle opportunità nuove umane e spirituali che ci aiuteranno a riflettere su quanto ci è stato sempre donato e tante volte poco accolto. Sperimenteremo la bellezza dei riti in modo nuovo, avremo l’opportunità di vivere il Mistero Pasquale nella sua verità più profonda, come realtà intima ma anche drammatica della sofferenza di tanti fratelli nel mondo, malati e operatori sanitari, chi vive la solitudine e l’abbandono, carcerati e senza fissa dimora».

«Pur nella difficoltà -conclude Monsignor Soricelli- siamo e restiamo discepoli del Signore, donne e uomini incamminati incontro al Risorto, già vivo e presente in mezzo a noi. Quando si rimane uniti a Lui il freddo intenso dei momenti difficili non ci paralizza, e se il sogno di Dio è il nostro sogno, al termine della nostra storia abbiamo una certezza: l’abbraccio tenero e forte della Sua infinita misericordia che ci attende. Siamo e restiamo una comunità che vive e celebra la Pasqua del suo Signore!
In tutte le case giunga il mio cordiale saluto e la benedizione del Risorto. Di cuore vi auguro una Pasqua Santa e santificante».

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