Cava de’ Tirreni, sul Piano di riequilibrio esposto alla Procura dell’avvocato Alfonso Senatore

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Torna alla ribalta la vicenda della chatgate che aveva coinvolto il dirigente Francesco Sorrentino

“Sospettiamo che si vuole attendere il comportamento del Sorrentino fino a dopo la scadenza del 12 agosto con la spada di Damocle del licenziamento sul suo collo”

E’ stato presentato ieri alla Tenenza dei Carabinieri di Cava de’ Tirreni un esposto da inoltrare alla Procura della Repubblica di Nocera un nuovo articolato esposto da parte dell’avvocato Alfonso Senatore nella sua qualità di Coordinatore Regionale di Meridione Nazionale.

Oggetto dell’esposto l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale che dovrebbe essere approvato nella seduta di domani del Consiglio Comunale di Cava de’ Tirreni.

L’esposizione dei fatti rappresentata dall’avvocato Senatore parte da lontano e vede come protagonista innanzi tutto il dirigente comunale dott. Francesco Sorrentino.

Senatore racconta che il 1° giugno scorso “in un manipolato post si rappresentava il dirigente del Comune di Cava de’ Tirreni, dr. Francesco Sorrentino, come un personaggio infedele che tramava –  complottava con politici ignoti e noti nell’immaginario collettivo la realizzazione di una rivolta pseudo militare “Brancaleonesca” per capovolgere il sistema democratico cavese e con esso l’ Amministrazione Servallii nvisa a quasi tutta la comunità cittadina”.

Da qui “un procedimento disciplinare per licenziare Sorrentino” , mentre in precedenza “Meridione Nazionale nella persona del coordinatore Regionale avv. Alfonso Senatore e FDI, nella persona del Consigliere Comunale e Capo-gruppo dr. Italo Cirielli presentavano due diffide , la prima in particolare proprio a Sorrentino Francesco, dirigente responsabile del servizio finanziario e ad altri, perché “nella predisposizione del bilancio di previsione controllasse la veridicità delle previsioni di entrate e la compatibilità delle previsioni di spesa evitando di derogare dai propri obblighi istituzionali attraverso l’imparzialità dei pareri da esprimere sui documenti contabili…omissis…”, la seconda, molto più pesante, sempre contro il dr. Sorrentino Francesco, ritenuto da noi, a ragione, “ servo politico di Servalli””.

“Tali legittimi attacchi portavano -secondo la ricostruzione dei fatti che propone l’avvocato Senatore- il Sorrentino a pensare bene quello che stava facendo e che avrebbe fatto  e a non essere più semplicemente consenziente… E proprio in questo momento che esce fuori un post dal quale si evincerebbe la infedeltà del Sorrentino non più disposto a redigere e firmare un quantomeno discutibile riequilibrio di bilancio con sottostante debito di quasi 70 milioni, senza il quale il Comune verrebbe dichiarato in dissesto con scioglimento da parte del Prefetto. Di qui, guarda caso, scattava il provvedimento disciplinare per licenziare Sorrentino dall’acre sapore estorsivo e terrorista al fine di recuperarlo ad una cieca osservanza e obbedienza politico istituzionale”.

Stante così le cose, l’avvocato Senatore evidenzia “che il dirigente non solo non viene sospeso cautelativamente, non solo non viene trasferito ad altro settore… quanto più lo si obbliga a continuare la redazione dell’riequilibrio di bilancio…”.

“Ma Sorrentino -chiede nell’esposto l’avvocato Alfonso Senatore- non era l’infedele funzionario da licenziare e da mandare in galera?”

“O Sorrentino -deduce Senatore- non è infedele e quindi perché averlo sottoposto a provvedimento disciplinare per licenziamento dall’amaro sapor artificiale di una manovra volta a farlo apparire non un servo ma amico delle opposizioni? Oppure, il Sorrentino dopo le diffide non volendo più sottostare ai voleri del Sindaco, prestandosi ai suoi dictat e a quelli di diversi esponenti politici da individuare, arrestare e condannare in quanto, si presume tengono sotto ricatto con il cappio al collo della minaccia di licenziamento il Sorrentino costretto a redigere con tale ignoto  e firmare un atto contra legem”.

“Difatti, guarda caso ancora, il procedimento disciplinare che doveva celebrarsi nei termini prima del consiglio comunale del 12 corrente mese -evidenzia Senatore- è stato opportunamente rinviato a dopo tale data, nonostante sembra che il Sorrentino volesse essere giudicato per difendersi da questo infamante addebito”.

“Sospettiamo -conclude l’avvocato Senatore- che si vuole attendere il comportamento del Sorrentino fino a dopo la scadenza del 12 agosto con la spada di Damocle del licenziamento sul suo collo”.

clicca qui per leggere il testo integrale dell’esposto

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