Cava de’ Tirreni, la Fratellanza attacca Servalli sui concorsi al Comune: “Perdete ogni speranza…”

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Luigi Petrone, capogruppo consiliare de La Fratellanza (foto Aldo Fiorillo)

“Il Comune ha un debito pregresso di circa 29 milioni, a cui andrà ad aggiungersi l’indebitamento fatto nell’ultimo anno stimabili a più di 11 milioni, per un totale di 40 milioni di euro di debito”

“Al Comune non ci saranno più concorsi e assunzioni nel breve-medio periodo”

 

“I cittadini devono sapere la verità che il sindaco Servalli non dice”.

Principia così, senza perdersi in inutili fronzoli, la nota stampa diffusa dal movimento politico La Fratellanza che conta tre consiglieri comunali di opposizione nel parlamentino cavese: Luigi Petrone, Bruno D’Elia e Pasquale Salsano.

“Ci ricolleghiamo -si legge nella nota- a quanto già trattato, nell’ultimo Consiglio Comunale del 22 giugno scorso dal nostro consigliere Pasquale Salsano sul fatto che, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una progressiva riduzione del personale operaio e impiegatizio dipendente del Comune che, attualmente, ha raggiunto livelli assolutamente insufficienti. Come se non bastasse, circola la voce, qui, nel Palazzo di Città, che alcuni Dirigenti e impiegati, hanno chiesto, o stanno per chiederlo, il comando presso altri Enti”.

“Servalli e Company -attacca La Fratellanza- hanno piegato la città di Cava de’ Tirreni ai loro egoismi, ai propri interessi politici emersi in campagna elettorale. Hanno illuso una città facendo diventare le assunzioni, in campagna elettorale, il loro cavallo di battaglia. Lo stato deficitario in cui hanno condotto la gestione del Comune, non consente di fare nuove assunzioni”.

“Il Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019), all’articolo 33 -spiega la nota della Fratellanza- ha introdotto una modifica significativa della disciplina relativa alle facoltà di assumere dei Comuni, prevedendo l’introduzione di un sistema, basato sulla sostenibilità finanziaria della spesa di personale. A decorrere dal 2021, i comuni di cui al comma 3 dell’articolo 6 del decreto attuativo, che si collocano sopra il parametro – rapporto fra spesa di personale ed entrate correnti registrato nel 2020 -, anche a seguito della maggiore spesa. nel 2021 ai sensi del comma 1 del predetto articolo 6 del decreto attuativo, non possono più assumere. Pertanto, tenuto ora conto che il Comune ha un debito pregresso di circa 29 milioni, a cui andranno ad associarsi l’ulteriore indebitamento fatto nell’ultimo anno che. salvo errori, da una prima stima ammonterebbe a più di 11 milioni, ci troviamo quindi a euro 40 milioni di debito in totale”.

“Al Comune di Cava de’ Tirreni -sentenzia la Fratellanza- non ci saranno più concorsi e assunzioni nel breve-medio periodo. Ci aspettano tempi bui e siamo sicuro che parecchi scapperanno dalla barca di Servalli”.

“Concludiamo in tono ironico o scherzoso -così si chiude la nota-  ma anche con amarezza. per avvertire dell’ingresso in una situazione che potrebbe rivelarsi di non ritorno alla normalità nel breve-medio periodo: Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate!”.

 

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