scritto da Carolina Milite - 18 Aprile 2024 13:48

Cava de’ Tirreni, il tema della “felicità” al centro del dibattito sulle “addiction”: le dipendenze del XXI secolo

Tradizionalmente il concetto di dipendenza (addiction) è stato limitato all'alcol e alle droghe; negli ultimi decenni, invece, si è allargato fino a comprendere tutti quei comportamenti di dipendenza che si traducono in rituali compulsivi

Si è svolto questa mattina, alla presenza di alcune classi dell’Istituto di Istruzione Superiore “De Filippis – Galdi” e del Liceo Scientifico Statale “Andrea Genoino”, il convegno organizzato nell’ambito delle giornate di “Promozione, Salute e Benessere a Cava de’ Tirreni”, basato sul tema “In… Dipendenza, le addiction se le conosci le eviti”.

Dipendenza non è solo problema medico, ma anche sociale e legale. Tradizionalmente il concetto di dipendenza (addiction) è stato limitato all’alcol e alle droghe; negli ultimi decenni, invece, si è allargato fino a comprendere tutti quei comportamenti di dipendenza che si traducono in rituali compulsivi. Internet, smartphone e social, possono divenire oggetto di dipendenza, con un conseguente indebolimento del legame autentico con la realtà, in egual misura delle sostanze tossicodipendenti.

A discuterne con i ragazzi presenti nel Salone d’Onore di Palazzo di Città vi erano il consigliere regionale Franco Picarone, i consiglieri comunali Luca Narbone e Paola Landi, il dottor Fabrizio Budetta, la dottoressa Adriana Napoletano, le dirigenti scolastiche Maria Alfano e Raffaelina Trapanese. A moderare l’incontro il dottor Paolo Landi che ha parlato, tra l’altro di un malessere molto diffuso ovvero i disagi, i buchi dell’anima, le voragini di tristezza e dolore si potrebbero riempire da soli se soltanto si chiedesse alle persone che vivono con noi (familiari, insegnanti, amici, colleghi) di essere guardati negli occhi quando si parla e ci si apre, manifestando sentimenti, emozioni e difficoltà. “Guardatevi negli occhi , lì passano le emozioni. La cura del dolore può  essere fatta anche con le amicizie. Il nostro cervello – ha sottolineato il dottor Landi – ha tutte le sostanze per essere felice senza dover ricorrere ad artifizi esterni”.

 

 

 

L’onorevole Picarone ha ricordato come il tema trattato riguardi i ragazzi, ovvero quella fascia di età che in prospettiva sarà il futuro della società e, in virtù di ciò, merita una particolare attenzione.

“Le “addiction” o dipendenze – ha affermato Picarone – sono diventate una modalità di vita quotidiana e dopo il covid si sono ulteriormente aggravate. Pensiamo alle dipendenze dallo smartphone e dai social. Siamo arrivati a un punto critico. Occorrono una seria consapevolezza e delle regole da far rispettare per guarire da ogni tipo di abuso”. 

Molto interessante anche l’intervento del dottor Budetta che è entrato nel dettaglio e parlato di dati nazionali che indicano l’inizio dipendenza patologica a 14-15 anni.

“La mancanza del controllo degli impulsi è uno dei fattori che creano dipendenza – ha spiegato ai ragazzi – La web dipendenza provoca nei giovani una cronica perdita di sonno ristoratore notturno, dalle 23,30 alle 3 del mattino. E il sonno è  fondamentale per la prevenzione delle dipendenze patologiche; la mancanza provoca piccole depressioni, in seguito al calo di una particolare sostanza nel cervello”.

Il dottor Budetta ha distinto i due tipi di dipendenza: fisica e psicologica. Focalizzando l’attenzione su quella psicologica, essa causa una modifica persistente delle funzioni cerebrali. Pensieri e comportamenti diventano incontrollabili e spesso, dopo esserne usciti, si ha una ricaduta.

“Perché una persona diventa dipendente? – ha proseguito – Il sistema mesolimbico del cervello ha il compito di procurarci sensazioni di piacere, soddisfazione e gratificazione, insomma, serve per ricompensarci. Ad es. la dopamina viene autoprodotta dopo un buon pasto, l’ascolto della musica ecc. Le sostanze che creano dipendenza agiscono in questo sistema di reward, ricompensa. La dopamina, prodotta naturalmente, comincia a diminuire e la persona continua a usare queste sostanze per provare piacere e soddisfazione”.

Parlando di un altro tipo di sostanza, il dottor Budetta ha focalizzato l’attenzione sull’alcool che è una sostanza legale, chimica, che anche crea dipendenza. La vendita è vietata ai minorenni da una legge sanitaria. E c’è una motivazione medica alla base: assunto prima dei 18 anni, l’alcool penetra nel sangue perché il corpo ancora non produce un enzima necessario per contrastarlo. L’alcool, ha specificato, è una sostanza psicoattiva che agisce in pochi secondi sul cervello e modifica il comportamento delle persone. Il coma etilico è solo degli adolescenti proprio perché l’alcool è per il loro corpo particolarmente tossico.

Ha preso poi la parola la dirigente scolastica Raffaelina Trapanese: “Spesso a scuola, quando si organizzano gli incontri con i genitori, questi sono latitanti. E tale comportamento è la cartina di tornasole della problematica sociale che stiamo vivendo.  Per ottenere risultati è necessaria la collaborazione tra scuola e famiglia. Mi fa male vedere genitori più attenti al cellulare che al figlio. Sono gli adulti per primi ad essere distratti e sordi. Per fare prevenzione non bisogna attendere che i ragazzi diventino adulti, dobbiamo fare tutti uno sforzo affinché le relazioni interpersonali migliorino. La relazione educativa è efficace quando diventa empatica. I nostri comportamenti sono ormai dettati dalla fretta e non si presta attenzione all’ascolto”.

Maria Alfano, dirigente del “De Filippis – Galdi”, ha fatto un parallelismo tra la generazione degli anni ’20 del ‘900 e gli anni ’20 del XXI secolo.

“Il covid ha richiamato alla memoria la pandemia della spagnola del secolo scorso – ha affermato – Erano i cosiddetti “anni ruggenti” densi di movimenti artistici, culturali e sociali, in particolar modo di protesta. Negli anni ’20 del 2000 cosa abbiamo? Mezzi tecnologici che si evolvono in maniera continua e ci costringono a rincorrerli. Sono una grande opportunità, ma anche il rischio di diventare preda di essi. I mezzi tecnologici vengono utilizzati dai ragazzi fino a notte fonda, anche nel fine settimana quando si esce e si potrebbe interagire maggiormente in presenza”.  “Gli adulti – ha concluso la preside Alfano – debbono conoscere il mondo delle nuove dipendenze tecnologiche e con le competenze e l’equilibrio raggiunto con l’età, hanno la responsabilità di aiutare i giovani che non riescono ad affrontare le difficoltà quotidiane”. 

L’idea della felicità è stata più volte richiamata durante il convegno. Cosa rende felice la vita? Chiediamoci che cosa sia la felicità e quale sia la via da scegliere per ottenerla.

Diplomata al liceo classico, ha poi continuato gli studi scegliendo la facoltà di Scienze Politiche. Giornalista pubblicista, affascinata da sempre dal mondo della comunicazione, collabora con la rivista Ulisse online sin dalla sua nascita nel 2014, occupandosi principalmente di cronaca politica e cultura. Ideatrice, curatrice e presentatrice di un web magazine per l'emittente web Radio Polo, ha collaborato anche col blog dell'emittente radiofonica. Collabora assiduamente anche con altre testate giornalistiche online. Nel suo carnet di esperienze: addetto stampa per eventi e festival, presentazione di workshop, presentazioni di libri e di serate a tema culturale, moderatrice in incontri politico-culturali.

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