scritto da Redazione Ulisseonline - 09 Gennaio 2026 13:41

Cava de’ Tirreni, a colloquio con Enrico Bastolla di Casa Riformista: “Undici anni persi. Cava ha bisogno di una discontinuità vera dopo Servalli”

L’ex assessore ed oggi commissario cittadino di Casa Riformista ripercorre undici anni di politica cavese tra primarie controverse, giunte bloccate, dimissioni e occasioni mancate. Un atto d’accusa netto al “metodo Servalli” e un appello a ricostruire partecipazione, credibilità e futuro per la città

In vista delle prossime elezioni comunali incontriamo Enrico Bastolla, già assessore nella scorsa consiliatura e candidato sindaco nel 2020 alla guida di un raggruppamento civico di area progressista, da qualche settimana commissario cittadino a Cava de’ Tirreni di Italia Viva–Casa Riformista. Cinquantacinque anni, laureto in Giurisprudenza, abilitato avvocato con Scuola di specializzazione in diritto ed economia della Pubblica amministrazione, attualmente ricopre le funzioni di Funzionario Quadro presso l’Agenzia delle Entrate di Salerno, Bastolla è da sempre molto vicino al mondo delle associazioni così come dei meno abbienti.

 

foto Christopher Spatuzzi

Cava in affanno: opere incompiute, patrimonio svenduto e buco di bilancio. Mediateca, ex Manifattura Tabacchi, politiche sociali e piano di riequilibrio: le occasioni mancate di un decennio

 

Undici anni fa, di questi tempi, lei contendeva, alle primarie del Pd, la candidatura a sindaco a Vincenzo Servalli. Ora lo ritroviamo nel ruolo di commissario cittadino di Italia Viva-Casa Riformista. Ci dice cos’è accaduto in questo decennio a lei, alla politica cittadina e alla nostra città?

Io partirei dalle primarie. Dove ero candidato e arrivai al secondo posto con le mie quasi mille preferenze, dove le regole delle primarie non furono proprio chiare e Servalli ne approfittò e vinse forse non proprio correttamente e/o lealmente. La storia parla. Altrimenti avremmo parlato di un altro Sindaco o di un altro capitolo. In questo decennio tanto. Partiamo dal 2015 dalla lista dove fui eletto con “Cava Civile” contenitore dei professionisti prestati alla politica che fu determinante con grande successo per fa vincere la coalizione targata “Servalli”. Da uomo onesto e leale che perse le primarie mi attivai e mi misi subito a lavoro per fare una lista di supporto vincente. Non ricordo che gli altri candidati (Fiorillo e Palumbo) che persero le primarie, sostennero con la stessa lealtà la coalizione. Anzi, nonostante tutto alcuni di loro, vedi Fiorillo, sono stati addirittura premiati dal PD, vedi incarichi in partecipate, ecc.. Poi in virtù del forte risultato elettorale ottenuto dalla lista fui nominato Assessore di Cava civile fino al 2018, assessorato meritato e non regalato. Presi le distanze da Servalli dimettendomi (forse l’unico a dimettersi negli ultimi trenta anni di storia politica cavese) ma sempre con un ruolo propositivo e propulsivo, non in prima linea più, ma sempre portatore delle istanze dei cittadini e del nostro territorio. Da 2018 ad aggi ahimè la politica cittadina e la nostra città hanno visto irrimediabilmente fare passi indietro. La politica cittadina: in quanto oggi si è arrivati a governare con l’opposizione, maggioranza spuria, cosa inaudita e nello stesso tempo si assiste anche a continui cambi di casacca, consiglieri eletti con un partito che dopo poco cambiano casacca. Quello della città: perché quello che si era prestabilito di fare nel 2015 e nel 2020 non è stato realizzato.  Esempio temi importanti come Mediateca, ex palazzetto dello sport, ex manifattura tabacchi, svendita totale del patrimonio immobiliare, politiche sociali allo sbando, iniziative a tutela delle attività produttive per le nostre partite iva o per attrarre nuove attività sul nostro territorio e poi il gran buco di bilancio che ci ha portato ad approvare il piano di riequilibrio, per mancanza di vigilanza soprattutto del Sindaco, che ha portato ai livelli massimi le entrate e i diritti per l’Ente.

 

foto Christopher Spatuzzi

“Un assessore scomodo”: deleghe cambiate e contrasti interni. Dallo sviluppo economico ai lavori pubblici fino alle politiche sociali: risultati, visibilità e attriti con il sindaco

 

Nella scorsa consiliatura, Lei da assessore di punta della prima Giunta Servalli fu, se non ricordiamo male, prima oggetto del tentativo di essere ridimensionato assegnandole l’assessorato alle politiche sociali, per poi, non essendo riusciti a mortificarla politicamente, alla fine essere defenestrato. Ci spiega cosa successe veramente?

Nel 2015 mettemmo in campo un’idea brillante e innovativa con lista civica “Cava Civile”, una formazione di professionisti prestati alla politica, di membri di associazione e di persone non tesserate con nessun partito, aggiuntiva al PD (partito al quale facevo parte) che riscosse successo e fu fondamentale per la vittoria della coalizione del centro-sinistra. Fui il primo eletto e di conseguenza fu legittimamente riconosciuto l’Assessore alla lista. Ma ero sempre espressione del PD. E già all’inizio del primo mandato Servalli il Sindaco non partì bene. Mi ricordo che impiegò più di un mese per far partire la giunta. Mi fu assegnata in primis la delega alle attività produttive e con il dirigente Di Napoli facemmo tante cose, tra cui la più importante il “Suap in un click” ovvero informatizzammo lo sportello Suap eliminammo il cartaceo, e con la collaborazione della Camera di Commercio di Salerno trasformammo l’ente e lo proiettammo già nell’era digitale. Poi andai in contrasto con l’ex assessore Polichetti, per colpa sempre del Sindaco che si inventò la delega del centro storico che aveva il Polichetti che andava in netto contrasto con la mia delega attività produttive, in quanto la maggior parte delle attività ricadevano nel centro storico. E senza motivazione politica mi attribuì la delega dei lavori pubblici, separandola, altra invenzione politica del Sindaco, da quella della manutenzione detenuta da Nunzio Senatore. Anche qui mi misi subito all’opera. Realizzai in pochi mesi la piazzetta ai Pianesi tra mille difficoltà. Portai a termine con la Soprintedenza ai beni culturali l’apertura della fatidica sopraelevata sul Trincerone. Visto che stavo avendo tanta visibilità anche perché stavo realizzando il programma della coalizione, fece bene a spostarmi di nuovo e cambiarmi delega ed io sempre per spirito di servizio e sempre non tutelato dal PD, mio partito di appartenenza, mi fu attribuita la delega alle politiche sociale. Anche qui feci tanto tra cui quello importante del progetto LSU con tutte le scuole di Cava de’ Tirreni in collaborazione l’Assessorato alle politiche sociali della Regione. Ed arriviamo ad aprile del 2018 dove io e il mio gruppo ci rendemmo conto che l’esperienza era già terminata, i buoni propositi del 2015 si erano già volatilizzati, era diventata un’Amministrazione che curava solo come mantenere la poltrona, i provvedimenti che venivano portati in giunta non erano per niente condivisi e/o partecipati (metodo Servalli), o con me o contro di me, ed avevo visto l’appiattimento totale del Pd con questo metodo, traemmo la conclusione di dimettermi. Quindi parliamo di dimissioni e non defenestrazione.

 

 

 

Il passo indietro del 2018: “Non una defenestrazione, ma una scelta di dignità”. La rottura con la giunta Servalli e le dimissioni come atto politico contro un’amministrazione chiusa e autoreferenziale

 

Qualcuno che è molto lontano dalla sua cultura politica, sosteneva che era meglio un giorno da leone che mille da pecora. Ci dica la verità, Lei fu defenestrato perché si stava preparando ad avere un giorno da leone o semplicemente non si rassegnava ad essere come gli altri suoi colleghi della maggioranza di centrosinistra un semplice cortigiano alla corte del sindaco Servalli?

Né un giorno da leone né 100 da pecora. Volevo solo portare a termine il programma di coalizione e ci stavo riuscendo benissimo nelle deleghe assegnatemi. Ma questo dava fastidio al Sindaco e a qualche consigliere o collega assessore, in quanto secondo loro presenza ingombrante e facevano di tutto per ostacolarmi. Cosa inspiegabile e stranissima. Stavo lavorando per la città. Forse proprio questo dava fastidio. Lavorare per l’unico interesse il benessere della città. Sono un professionista prestato alla politica. Non ho bisogno di incarichi e/o di poltrone. Ma in politica persone come me forse danno fastidio. Secondo alcune logiche non possono esistere. Siamo delle mosche bianche. Tutta la coalizione dopo i primi due anni di grande entusiasmo, si è appiattita, zero riunioni, zero contraddittori, nessun coinvolgimento, si andava avanti avendo perso di vista il programma e mantenere stretto stretto le poltrone, storia anche del secondo mandato.

Cinque anni fa Lei lasciò il Pd e si presentò come candidato sindaco con due liste civiche raccogliendo poco più di un migliaio di voti. Ora per allora, quali le ragioni di quella scelta e se quella di oggi ne è la conseguenza logica e inevitabile o un semplice ripiego, insomma un rifugio piuttosto che una casa?

Le ragioni di quella scelta nel 2020 furono conseguenziali, nessun ripiego. Essendo uscito dalla maggioranza e dal PD, io e il mio gruppo iniziammo una dura opposizione una sorta di governo ombra ed evidenziammo punto per punto le criticità dell’allora maggioranza e soprattutto le varie mancanze che venivano a crearsi per il raggiungimento degli obiettivi di programma. Ripeto dopo i primi due anni la maggioranza Servalli ha curato solo come mantenersi unita a tutti i costi, mantenere le poltrone e cercare di andare avanti e noi decidemmo per coerenza e per correttezza nei confronti dei nostri elettori di incominciare a scrivere un programma alternativo che presentammo con due liste civiche “Cava per Cava” e “Liberi di …” e raccogliemmo quasi 2.000 preferenze, non poche e per poco non scattai in consiglio per comunale, mancarono circa 30 voti. Dobbiamo anche essere sinceri, in onor della verità, Servalli nel 2020 fu anche molto fortunato, periodo Covid, si aggangiò al Presidente De Luca che in quel periodo gestì bene la fase emergenziale, e si ritrovò a vincere, non per meriti suoi, e con un candidato del centro destra molto debole.

Oggi tutta un’altra storia. Sono cambiate molte cose. Io vivo dalla mattina alla sera in mezzo alla gente e sento quotidianamente i loro problemi, e credetemi Servalli verrà ricordato come il “peggior” Sindaco degli ultimi trenta anni e non voglio esagerare. Gli ultimi anni di governo, con una maggioranza spuria (con all’interno FI che alle regionali ha votato con il centro destra), sono stati all’insegna delle varie inchieste che hanno colpito il nostro Comune, soprattutto quelle che hanno riguardato Sorrentino, con il buco di bilancio, ecc… che sono state vicende che hanno colpito di molto il cittadino cavese, portandolo alla sfiducia più totale.

Tutto questo e poi aggiungi che dopo 11 anni di governo cittadino con a capo la stessa persona, diventa fisiologico e naturale che si vuole un ricambio, si vuole svoltare.

 

 

foto Christopher Spatuzzi

 

La linea rossa: “Chi è stato con Servalli non può guidare il cambiamento”. Il principio della discontinuità come condizione imprescindibile per il futuro governo della città

 

Immaginiamo quale possa essere il suo giudizio politico su questi anni, soprattutto gli ultimi, del governo Servalli. Tuttavia, vorremmo, come dire, la Sua interpretazione autentica. In altre parole, Le chiediamo di essere sincero guardando al presente e al recente passato piuttosto che al futuro da costruire.

Non nutro nessun rancore. Certamente è cosa nota a tutti che in quel periodo nessuno, e dico nessuno, prese le mie difese, dai consiglieri, assessori e organismo provinciale. Ma dalle delusioni e dal tempo si esce più forti e più maturi. Ed ecco la nuova collocazione “Casa Riformista”. Grazie al rapporto con Tommaso Pellegrino. L’obiettivo principale è sempre lo stesso, rendere la città più vivibile, più attraente, più sicura, più curata, più ambientale, più vicina ai cittadini, più vicina alle giovani generazioni, più vicina ai meno abbienti, più vicina ai malati ovvero più vicina a 360 gradi.

Chi presenterà un programma con queste caratteristiche con a capo una persona capace di raggiungere questi obiettivi, avrà il supporto anche di Casa Riformista. Anche con questi stessi esponenti della maggioranza uscente, ma attenzione il tema principale è sempre lo stesso: discontinuità rispetto a Servalli. Questo cosa vuol dire che chi è stato in giunta con Servalli, fianco a fianco, è inimmaginabile che possa far parte della futura amministrazione dell’area civica o di centro-sinistra.

Ad ogni modo, alle ultime regionali il candidato di Italia Viva-Casa Riformista è stato con scarso successo il professore Armando Lamberti, il quale, pur tra mille distingui e tanti mal di pancia, ha mantenuto in piedi Servalli. E’ questo un buon viatico per la sua formazione politica?

Non entro nelle scelte del prof. Armando Lamberti. Tutti lo conoscono per la sua correttezza istituzionale e per la sua competenza e preparazione, e del perché aver sostenuto Servalli fino ad oggi, avrà sicuramente avuto le sue ragioni. Oggi rappresento Casa Riformista sul territorio e siamo aperti a qualsiasi contributo a far crescere e cambiare volto alla città. Ripeto in discontinuità rispetto a quello che si è fatto fino ad oggi. Se il Prof. Lamberti condivide questo, le porte di Casa riformista sono aperte anche per lui.

 

 

foto Christopher Spatuzzi

 

L’ultimo monito: “Vincere non basta, serve stabilità”. L’avvertimento finale anche agli alleati potenziali: senza una classe dirigente nuova si rischia di perdere la città

 

Partendo dal fatto che a sinistra ci sono le macerie provocate dall’attuale maggioranza, qual è il progetto politico, la visione di città, il programma, di cui intende essere portatrice Casa Riformista?

Oggi l’alternativa a Servalli si sta trovando. Si sta cercando di trovare una sintesi tra le varie e diverse anime, compresi movimenti civici e partiti che si pone come alternativa alla coalizione di Giordano.

In primis abbiamo il dovere tutti di coinvolgere l’atro 50% di elettori che ormai si è allontanato dalla politica deluso e disaffezionato. Abbiamo il dovere di farli tornare a votare, a farli sognare e a credere che si può arrivare a raggiungere una città così come la desiderano. Dobbiamo essere bravi a intercettare le varie richieste e esigenze delle varie categorie e associazioni per mettere in piedi un programma quanto più condiviso e partecipato. L’auspicio che si torni nuovamente a discutere e partecipare, da superare e mettere nel cassetto il metodo “Servalli”, un uomo solo al comando, responsabilità grave dei partiti che gli hanno consentito di fare questo. Ma posso capire. Ci sono stati altri interessi che non sono stati quelli per la città. Io l’ho capito nel 2018, non ho accettato questo metodo per di più non campo di politica e mi dimisi. L’auspicio e che si torni nuovamente a discutere e partecipare, superare e mettere nel cassetto il metodo “Servalli”, un uomo solo al comando.

Ma finalmente questa legislatura volge al termine, ci sarà una nuova primavera ma soprattutto un altro Sindaco, che sicuramente farà meglio di Servalli. Ci vorrà veramente poco. Nella vita non bisogna per forza fare politica, si può fare anche altro e forse per qualcuno è giunto il momento di fare o tornare a fare altre cose. Casa Riformista ripartirà da una nuova energia, una nuova proposta e una classe dirigente soprattutto con l’esperienza alle spalle ripartiremo con un programma che avrà al centro solo la città e le esigenze dei cittadini.

Sicuramente con il piano di riequilibrio in atto non sarà facile, ma con le persone giuste al posto giusto sono sicuro che ancora molto si può fare.

Infine, un ultimo monito. Abbiamo parlato di discontinuità per il dopo Servalli, lo stesso monito è rivolto all’amico Raffaele Giordano. Abbia il coraggio anche lui di adottare questo principio soprattutto con quella classe dirigente che prima non ha fatto governare in maniera stabile Messina e Galdi. Vincere per poi non garantire stabilità è inutile e si rischia di compromettere definitivamente il rapporto con i cittadini.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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