scritto da Gennaro Pierri - 12 Aprile 2026 08:19

Cava de’ Tirreni, Luigi… Massimo… Vittorio: tre diaconi permanenti, una sera qualsiasi. E il silenzio della città

Nessuna crepa. Nessuna domanda. Eppure quei tre non sono figure lontane. Non vengono da un altro mondo. Hanno lavori, famiglie, bollette, stanchezze

foto di Angelo Tortorella

Tre uomini si stendono a terra, in silenzio, mentre qualcuno canta. È uno dei gesti più antichi e più spiazzanti che esistano: dire con il corpo “non mi appartengo più”.

È successo venerdì sera nel nostro duomo di Cava. E quasi nessuno lo sa. Non è un problema di religione. È un problema di percezione. Perché mentre dentro una chiesa tre vite cambiavano direzione, non simbolicamente, ma concretamente, fuori la città continuava identica: traffico, telefoni, aperitivi, notifiche.

Nessuna crepa. Nessuna domanda. Eppure quei tre non sono figure lontane. Non vengono da un altro mondo. Hanno lavori, famiglie, bollette, stanchezze. Sono esattamente dentro la vita che tutti conosciamo. Con una differenza: hanno deciso di non viverla solo per sé.Qui sta il punto che sfugge. In una società che misura tutto in termini di ritorno, economico, sociale, personale,  scegliere il servizio gratuito è un atto quasi incomprensibile.

Non fa rumore, non diventa trend. Ma proprio per questo è sovversivo. Allora la domanda non è “perché non se ne parla”. La domanda è: siamo ancora capaci di riconoscere qualcosa che non serve a guadagnare? Forse la città non era distratta. Forse è disallenata. Disabituata a intercettare gesti che non urlano.

A leggere scelte che non si spiegano con l’utile. A fermarsi davanti a qualcosa che non si consuma ma interpella.

Tre diaconi, Luigi, Massimo e Vittorio, venerdì sera, non hanno cambiato la città. Ma hanno posto una domanda precisa, quasi fastidiosa: se qualcuno decide di vivere per gli altri e noi non ce ne accorgiamo, il problema è la loro scelta… o il nostro sguardo?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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