Cava de’ Tirreni, Lega in crisi: le dimissioni di Manzo e Senatore aprono un nuovo scenario nel centrodestra
L’addio dei due dirigenti locali arriva dopo settimane di tensioni e incertezze sul ruolo del partito alle prossime comunali. La Lega resta marginale in città, ma ora potrebbe ridefinire la propria presenza nel centrodestra metelliano, mentre il candidato sindaco Giordano non sembra risentire delle turbolenze interne
Le dimissioni di Biagio Manzo, coordinatore cittadino della Lega, e di Monica Senatore, vice coordinatrice, segnano un passaggio importante per il centrodestra metelliano.
La loro uscita dal partito potrebbe infatti contribuire a chiarire il ruolo che la Lega avrà alle prossime elezioni comunali.
Da tempo, nel panorama politico cavese, la presenza del partito di Salvini appariva incerta: c’era, ma senza una linea definita. Secondo quanto si mormorava negli ambienti politici, la Lega avrebbe dovuto sostenere la candidatura di Raffaele Giordano senza però presentare il proprio simbolo. In altre parole, i voti sì, il logo no. Una scelta dettata — si diceva — dal timore di creare imbarazzi nella coalizione.
Non è chiaro se la situazione fosse davvero questa, ma è plausibile che proprio le incomprensioni e le ambiguità su questo punto abbiano contribuito alla decisione di Manzo e Senatore di lasciare il partito dopo anni di militanza.
Resta il fatto che, almeno ufficialmente, la Lega continua a sostenere convintamente Giordano e dovrebbe comunque presentare una propria lista. Ma il peso elettorale del partito in città è, ad oggi, molto limitato. Alle comunali del 2020 raccolse appena 667 voti (2,2%), mentre alle regionali — grazie alla presenza di candidati forti come Santoro e Tommasetti — salì a 994 voti (5,19%). Numeri che confermano una presenza debole e poco radicata.
In effetti, nonostante l’impegno di Manzo e Senatore, il partito dello “spadone” di Alberto da Giussano nella valle metelliana è rimasta una forza marginale, incapace di crescere e spesso assente dal dibattito pubblico. Paradossalmente, si è vista più l’associazione “Prima Cava”, di ispirazione leghista, che il partito ufficiale. Per questo motivo, le dimissioni potrebbero rappresentare un’occasione di ripartenza: un momento di chiarezza interna e, forse, di rilancio politico.
In ogni caso, il candidato sindaco Raffaele Giordano non sembra avere motivo di preoccuparsi. Le tensioni interne alla Lega non incidono sulla sua forza elettorale, che resta solida. La vera sfida, per lui, sarà semmai quella di prepararsi a governare una città complessa come Cava de’ Tirreni, qualora — come molti ritengono probabile — dovesse uscire vincitore dalle urne.
Il resto, per ora, resta sullo sfondo.







