scritto da Pier Vincenzo Roma - 03 Febbraio 2026 12:21

Cava de’ Tirreni, elezioni comunali: il Centrosinistra in altomare

Per quanto riguarda la scelta del candidato a primo cittadino, penso che spetti al partito di maggioranza relativa, ovvero al PD. La soluzione, che mi sembra logica, dovrebbe essere coerente con quanto avvenuto alle elezioni politiche ed a quelle regionali, con ottimi risultati. Parliamo di Nunzio Senatore, che ha ottenuto un mare di consensi, risultando primo dei non eletti al Consiglio regionale

il vicesindaco Nunzio Senatore (foto di Aldo Fiorillo)

In un recente articolo il direttore Pasquale Petrillo ha giustamente evidenziato il ritardo del locale schieramento di centrosinistra, circa la scelta del candidato a sindaco. Tra le possibilità, si è ventilata l’idea di contrapporre medico a medico, ma l’ipotesi non sembra decollare…

E allora? Ritengo che il campo progressista, per essere credibile, debba partire da un severo esame sull’esperienza dei due mandati del sindaco uscente. Tra luci ed ombre, oltre le cose realizzate (o in corso d’opera) quel che resta è il ricordo dei tanti cambiamenti di assessori e di schieramento da parte di molti consiglieri, fino all’inedita alleanza tra Forza Italia e PD…

Resta anche l’impressione di un’abnorme estensione della Metellia, diventata “cassa comunale”, ma anche destinataria delle recriminazioni per la vertiginosa crescita delle tariffe dei parcheggi, considerando anche il notevole esborso imposto alle famiglie del ceto medio, che hanno visto lievitare dai 50 euro del passato a ben 300 euro il costo del “posto residente”, che poi non esiste, perché non c’è alcuna certezza di trovarlo…

Il tutto, inoltre, considerando un paradosso sul quale occorrerebbe riflettere: se parcheggi una Panda o un fuoristrada grande il doppio, paghi sempre la stessa tariffa…

In tutti gli schieramenti e, diciamolo, anche tra la pubblica opinione, di programmi quasi non si parla più, tanto è radicata la convinzione che, ormai, l’elezione sia una sorta di diligenza sulla quale saltare per occupare i posti migliori… Ne deriva la probabile proliferazione di liste, strumento “necessario” per accaparrarsi quanti più voti sarà possibile per poi procedere, in caso di successo, alla spartizione dei pani e dei pesci. Solo dopo, forse, si penserà al “programma”, per tentare di andare oltre l’ordinaria amministrazione, anche in considerazione dei debiti pregressi, che non rendono “lieta” la prospettiva. Il rischio è quello di nuove “gabelle” o di un aumento di quelle esistenti, già gravose, ma speriamo che questo non succeda…

Tornando alla scelta dei protagonisti, per quanto riguarda il campo progressista, ritengo che non  debba puntare alla proliferazione delle liste, ma al recupero della credibilità: un’unica lista che comprenda PD e PSI, con tanto di simboli messi insieme in unico logo, una dei centristi (Calenda?), una lista dei 5 stelle (se si verificano le condizioni dello stare insieme fin dall’inizio).

Per quanto riguarda la scelta del candidato a primo cittadino, penso che spetti al partito di maggioranza relativa, ovvero al PD. La soluzione, che mi sembra logica, dovrebbe essere coerente con quanto avvenuto alle elezioni politiche ed a quelle regionali, con ottimi risultati. Parliamo di Nunzio Senatore, che ha ottenuto un mare di consensi, risultando primo dei non eletti al Consiglio regionale. Sarebbe, questa, una scelta volta alla concretezza, nel senso di proporre alla città un candidato che da assessore ha dato più volte prova di essere sempre presente e “operativo”, non rinchiuso nel palazzo, né protagonista di ribaltoni e/o cambi di casacca…

Proporre una candidatura già positivamente collaudata, invece di puntare su ottimi professionisti, ma senza esperienze, da “pescare” nella cosiddetta “società civile”, potrebbe sembrare quasi un azzardo, ma solo apparentemente: si restituirebbe, invece, credibilità alla militanza politica, in coerenza, come già affermato, con quanto avvenuto nel recente passato.

Dovrebbero rinascere i partiti, da qui l’idea di non nascondersi dietro improbabili ed occasionali liste civiche, cercando di tornare a far crescere la futura classe dirigente attraverso una selezione che solo un prioritario e costante impegno politico potrebbe garantire.

Concludo precisando che lo scrivente, essendo da anni lontano dalla politica attiva, scrive basandosi su quanto osserva da semplice, comune cittadino. L’essere lontano dal palazzo mi fa pensare che i cavesi abbiano bisogno di concretezza e che, pertanto, non sarebbero insensibili alla proposta di un sindaco operativo, che faccia delle strade, delle piazze e delle frazioni la propria sede operativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.