Cava de’ Tirreni, civismo e scelte decisive: il campo largo alla prova del candidato sindaco. Sul tema lettera al Direttore di Antonello Barretta
L'avvio di una riflessione sul futuro politico di Cava de’ Tirreni: il civismo resta un valore aggiunto o è tramontata del tutto l’ipotesi di un civismo protagonista? Il centrodestra ha già scelto Giordano, mentre nel campo largo resta aperta la partita sul candidato sindaco e sul ruolo della società civile
Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore Petrillo,
con riferimento al Suo editoriale di ieri 6 febbraio, nel quale, prendendo atto della rinuncia elettorale del movimento Adesso Cava, si sanciva il mancato decollo del progetto civico, mi permetto, da cittadino elettore, di esporre alcune brevi considerazioni e proposte.
Allo stato attuale, il panorama delle prossime elezioni amministrative cittadine va via via componendosi, con una parte politica rilevante riconducibile al centrodestra, che ha individuato il proprio leader nella persona del prof. Raffaele Giordano, stimato medico professionista, la cui esperienza politica trae origine da un movimento civico cittadino.
L’altra area significativa, quella riconducibile al cosiddetto campo largo, non ha al momento espresso una candidatura unitaria; pertanto permane ancora, seppur flebile, la possibilità di una soluzione civica, che la società civile cavese ha il dovere di perseguire fino in fondo.
A tal riguardo, va ricordato che nell’ottobre 2024 veniva pubblicato un documento di “riflessione” sulla nostra città e sulle criticità emergenti, nel quale si proponeva — richiamandosi alla memoria sturziana degli “uomini e donne liberi e forti” — l’avvio di un percorso virtuoso capace di rispondere ai molteplici bisogni esistenti, invitando i cittadini a una presa di coscienza della necessità, per la nostra comunità, di un rinnovato rigurgito di orgoglio civico.
Tale documento, anche grazie al contributo del Suo giornale, che ringrazio, ha suscitato un interesse diffuso, favorendo la nascita di gruppi spontanei e perfino una proposta di candidatura a sindaco di una personalità della società civile, dotata di consolidata professionalità, autorevolezza e ampio apprezzamento, in discontinuità rispetto alle recenti esperienze amministrative. Un profilo ideale, con elevate competenze amministrative e legali, indispensabili per affrontare con cognizione di causa i tanti, troppi problemi da risolvere, sostenuto da un significativo consenso elettorale testimoniato da un invito sottoscritto da un numero rilevante di cittadini (a tre cifre).
Emergono, nel contempo, altre formazioni civiche che suscitano interesse e dimostrano vitalità, alle quali va rivolto l’invito a una possibile convergenza.
Il mio auspicio, pertanto, è quello di non demordere, sollecitando le forze politiche — in primis quelle del campo largo — ad aprirsi alla società civile cavese, che può e deve essere protagonista di questa stagione politica cittadina.
Grazie.
Antonello Barretta
Ai ragionamenti dell’amico Antonello Barretta c’è poco da aggiungere. Su un punto, però, è necessario fare chiarezza: il ruolo del civismo nella prossima consultazione elettorale amministrativa. Chi immaginava un civismo protagonista, all’interno di un progetto in cui i partiti non fossero esclusi ma restassero sullo sfondo, è rimasto deluso. Quella ipotesi di lavoro, è giusto riconoscerlo, non è andata in porto. È fallita.
Il passo indietro di Adesso Cava rappresenta, in qualche modo, la certificazione di un processo che da tempo si era già delineato, per una serie di ragioni che oggi appare inutile tornare a elencare.
Chi, invece, riteneva che il civismo potesse comunque giocare un ruolo, seppur in posizione subordinata rispetto ai partiti, può ancora ritenere che esistano margini di manovra.
Nel centrodestra questa opzione si è già concretizzata. Nel centrosinistra, invece, la partita resta ancora aperta. Il riferimento è, naturalmente, ai due principali schieramenti, senza nulla togliere a ciò che potranno esprimere gli altri competitori, a partire da Luigi Petrone e dal suo movimento.
Il cosiddetto campo largo, chiamato a compiere scelte in tempi ristretti, dovrà muoversi tenendo conto di due elementi decisivi. Il primo è il peso delle macerie politiche lasciate dall’Amministrazione Servalli. Il secondo è la presenza di una forza elettorale ancora significativa e potenzialmente competitiva.
La scelta del candidato sindaco non sarà comunque semplice, anche perché sarà necessario definire con chiarezza criteri e obiettivi. Prima di tutto, quale dovrebbe essere la missione principale del possibile futuro sindaco?
A parere di chi scrive, il primo obiettivo deve essere quello di rimettere in sesto la macchina comunale e bonificare il palazzo del potere municipale. È inutile raccontarsi frottole: senza un intervento serio sulla struttura amministrativa, devastata nell’ultimo decennio, per la nostra città non ci sarà alcun futuro.
Per questo serve un sindaco -e una squadra- autorevole, competente, credibile e determinato, indipendentemente dal colore politico della nuova maggioranza.
Proprio per tali ragioni, il centrosinistra dovrebbe individuare il candidato sindaco all’interno della società civile, scegliendo una figura che, come osserva il dottor Barretta, abbia “elevate competenze amministrative e legali, indispensabili per affrontare con cognizione di causa i tanti, troppi problemi da risolvere”. Una scelta che avrebbe anche il valore di segnare una netta discontinuità rispetto ai disastri compiuti dall’amministrazione Servalli.
Questo sarebbe il profilo ideale, ma la politica è l’arte del possibile. È naturale che chi, come il sottoscritto, osserva dall’esterno tenda a puntare e a pretendere il massimo, il meglio, l’ideale. Chi fa politica, però, sa bene di doversi misurare con il terreno del possibile, cioè con soluzioni concrete.
È onesto riconoscere che la politica deve tenere insieme interessi contrastanti, diversità di vedute, tensioni personali e limiti caratteriali. A questo si aggiungono risorse finanziarie ridotte, vincoli giuridico-amministrativi, pressioni esterne. E la necessità di non perdere mai di vista il consenso elettorale, confrontandosi quotidianamente con la realtà.
Tutto questo per dire che in politica non c’è nulla di facile, al di là delle buone o cattive intenzioni.
Detto ciò, va osservato che il centrodestra ha messo in campo il meglio possibile con la candidatura di Raffaele Giordano, ottimo professionista ed eccellente persona. Forse non incarna in pieno il profilo ideale sotto l’aspetto strettamente politico-amministrativo delineato in precedenza, ma si tratta comunque di una candidatura più che apprezzabile. Probabilmente la migliore che il centrodestra potesse esprimere per la prossima competizione elettorale.
Il centrosinistra dovrà almeno fare altrettanto e, considerando le difficoltà di partenza e il ritardo accumulato, forse sarà chiamato a fare anche di più. Dovrà farlo pensando non solo a un’eventuale vittoria, che al momento appare poco probabile, ma anche all’ipotesi di una sconfitta. In altri termini, sarà necessario individuare un candidato sindaco capace di rappresentare, in ogni caso, un leader credibile e autorevole dell’opposizione.
Resta da vedere cosa riuscirà a fare questo campo largo. Le persone, dentro e fuori i partiti, non mancano. Quello che potrebbe mancare, semmai, è il coraggio di osare. Ma, come sempre, mai dire mai.
Pasquale Petrillo







