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Frammenti

Unione europea, un modello che non convince

L’Islanda dice no all’UE, come già la Norvegia. Un segnale che interroga Bruxelles: il progetto europeo è necessario, ma va reso più efficace e meno burocratico

L’Islanda ha respinto con un referendum l’adesione all’Unione europea. È un Paese piccolo, ma considerato un candidato “modello”: conti pubblici solidi, norme già allineate e integrazione nel mercato unico. Un profilo molto diverso da quello di Stati che faticano a entrare, come Serbia, altri Paesi balcanici e Ucraina. Per questo a Bruxelles ci si chiede perché l’esito sia stato negativo, ricalcando la scelta della Norvegia, anch’essa ricca e stabile. La risposta sta nelle criticità del sistema europeo: burocrazia dominante, processi decisionali lenti, scarsa capacità di esprimere una linea politica unitaria. L’UE appare spesso come un carrozzone più che come una vera potenza politica. Eppure l’Europa è una necessità: serve però un salto di qualità per trasformarla in un’unione davvero efficace e coesa. Nazionalismi e sovranismi permettendo.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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