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Trump, un potere fragile

La psicologa e nipote del presidente Usa descrive Donald Trump come misogino e in declino psicologico. Le sue critiche collegano gli attacchi politici a dinamiche familiari e fragilità personali

Mary L. Trump, psicologa clinica e nipote del presidente, in un’intervista al Corriere della Sera esprime un giudizio durissimo sullo zio. Lo definisce misogino, incapace di rispettare le donne e ostile verso quelle forti e indipendenti. A suo avviso, anche gli attacchi politici contro la premier Giorgia Meloni rifletterebbero un radicato disprezzo verso le donne. Sostiene inoltre che Trump stia vivendo un evidente declino cognitivo ed emotivo, mostrando tratti riconducibili a diversi disturbi della personalità. Secondo lei, la sua tendenza a rivoltarsi contro alleati e collaboratori nasce dalla richiesta di una lealtà assoluta, legata alle dinamiche autoritarie della famiglia Trump e alla figura dominante del padre Fred. Pur non avendo più rapporti con lo zio dal 2017, Mary afferma di riconoscere gli stessi schemi comportamentali descritti nei suoi libri. Ne emerge il ritratto di un leader politicamente potente ma psicologicamente fragile, i cui limiti personali influenzerebbero profondamente il modo di governare e di relazionarsi con gli altri. Che qualcosa nel presidente Trump non funzioni a dovere lo si capisce anche senza essere psicologi. In ogni caso, considerato il ruolo che ricopre, c’è da preoccuparsi. E non poco.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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