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Frammenti

Trump, escalation e scelte difficili

La crisi in Medio Oriente si aggrava tra attacchi e ultimatum. Cresce il rischio di una guerra lunga e difficile da controllare

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran prosegue con una forte escalation militare e crescenti tensioni diplomatiche. Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran: riaprire lo Stretto di Hormuz entro martedì sera oppure affrontare attacchi devastanti contro infrastrutture strategiche, come centrali e ponti. L’Iran ha respinto la proposta di tregua, chiedendo invece una soluzione stabile e la fine delle sanzioni. In questo scenario, Trump si trova davanti a una scelta complessa. Per non perdere credibilità dovrebbe dare seguito alle sue minacce, ma ciò comporterebbe il rischio di un conflitto lungo e difficilmente sostenibile. Nel frattempo, l’Iran sta subendo pesanti bombardamenti e perdite, ma nel lungo periodo potrebbe ottenere un vantaggio sul piano politico e morale, se non militare. È questo, al momento, il bilancio di un conflitto che appare essere stato avventato e probabilmente ancora sottovalutato da Trump.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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