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Trump a Davos

Il presidente degli Stati Uniti interviene al World Economic Forum tra provocazioni, minacce velate e tensioni con l’Europa. Von der Leyen e Lagarde rispondono con fermezza, mentre il “Board per la pace” lanciato da Trump fatica a trovare adesioni

Donald Trump arriva a Davos con tre ore di ritardo ma domina la scena con un discorso di oltre un’ora, oscillando tra ironia e toni muscolari. Attacca l’Europa, prende di mira Macron e accusa la Danimarca di ingratitudine, rilanciando l’idea di acquistare la Groenlandia, definita un semplice “pezzo di ghiaccio”. La platea ascolta in silenzio, ma i segnali di insofferenza non mancano: Ursula von der Leyen diserta l’evento e invita l’Unione Europea a mostrarsi più determinata. Christine Lagarde critica apertamente la politica dei dazi statunitensi, accusata di danneggiare consumatori e mercati. Oggi Trump presenterà il suo “Board per la pace”, una sorta di organismo parallelo all’Onu, ma le adesioni scarseggiano, lasciando in sospeso anche alleati insospettabili. L’Europa, intanto, sembra intenzionata a non cedere terreno. In conclusione, con questo presidente-bullo bisogna imparare a dirgli di no, ma anche ad agire per avere una difesa comune europea all’altezza della storia e della forza economica del Vecchio Continente. Altrimenti, saremo carne da macello e niente più.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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