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Frammenti

Sfruttati e lasciati bruciare

Dal cantiere di Milano alle campagne calabresi, la vita degli immigrati vale sempre meno. Accoglienza a parole, sfruttamento e violenza nei fatti

Due notizie, entrambe sugli immigrati, raccontano un Paese che preferisce non vedere. A Milano è emerso un sistema di caporalato nel cantiere del nuovo consolato Usa. Operai costretti a turni massacranti, senza sicurezza, sottopagati e minacciati di licenziamento — quindi di rimpatrio — se non accettavano condizioni degradanti. Per questo è stato arrestato un cittadino turco, referente italiano della Caddell Construction. In Calabria, sul versante jonico, quattro cadaveri carbonizzati sono stati trovati in un’auto: erano migranti pakistani, quasi certamente braccianti sfruttati nelle campagne della zona. Gli investigatori ritengono che siano stati uccisi. Due episodi diversi, un’unica trama: violenza, degrado, sfruttamento. Forse è tempo di uscire dalle ipocrisie e dalle strumentalizzazioni politiche: l’immigrazione deve essere legale e controllata, non una facciata dietro cui tollerare abusi. Non possiamo fingere accoglienza e poi voltare lo sguardo mentre molti stranieri vengono inghiottiti dal lavoro nero e dalla miseria.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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