Piscine, una stretta tardiva
Settantacinque morti in quattro anni prima di una norma che imponga la chiusura degli impianti fuori standard. La sicurezza dei cittadini, soprattutto dei bambini, non può attendere ancora
Settantacinque morti in quattro anni: è questo il prezzo pagato prima che lo Stato decidesse di intervenire sulle piscine con grate e bocchettoni fuori norma. Un numero che da solo basterebbe a imporre urgenza, e invece la politica si perde in discussioni inutili. La nuova norma prevede finalmente la chiusura degli impianti non conformi, per eliminare il rischio dell’effetto ventosa che ha già causato vittime. La sicurezza dei cittadini — e dei bambini in particolare — non può essere materia di rinvii. Le norme arrivano, ma arrivano tardi. Troppo tardi.


