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L’ordine mondiale in bilico

Le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti riaccendono tensioni internazionali e mettono in discussione gli equilibri costruiti negli ultimi decenni. La crisi sulla Groenlandia diventa il simbolo di una strategia che sfida alleati e istituzioni globali

Una frase del presidente degli Stati Uniti, in cui collega il mancato Nobel per la Pace alla scelta di privilegiare gli interessi nazionali, ha dominato ieri il dibattito mediatico. L’affermazione arriva come risposta all’invito del premier norvegese a un incontro trilaterale con la Finlandia per favorire una de-escalation sulla crisi della Groenlandia. Il presidente ha respinto l’iniziativa, ribadendo che il mondo non sarebbe sicuro senza un “completo e totale controllo” dell’isola. L’immagine che ne viene fuori è quella di un sistema globale che rischia di “deragliare”. Ridotto cioè alla logica secondo cui la forza determina il diritto. Con Trump alla guida del Paese più forte al mondo tutto appare surreale. Siamo al cospetto di un folle. Di una persona il cui narcisismo è fuori controllo, ma soprattutto pericoloso per la pace mondiale. C’è da aver paura, altro che storie.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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