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Frammenti

Liberazione, memoria ancora divisa

L’anniversario del 25 aprile resta la ricorrenza più alta della Repubblica, ma continua a essere segnato da tensioni e contestazioni. Le parole del Presidente Mattarella richiamano all’unità dei valori costituzionali, ancora troppo spesso disattesa

La Festa della Liberazione è, senza dubbio, la ricorrenza più importante della nostra Repubblica. Nella Resistenza, come ha ricordato ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’81º anniversario della Liberazione dal nazifascismo, «si trovano le radici della Repubblica», nata dalla libera scelta dei cittadini, sancita dal referendum istituzionale, e costruita sugli orrori della guerra e sul rifiuto dell’occupazione e del collaborazionismo. Una Repubblica pensata per esprimere speranza e aprire un futuro migliore. Eppure questa celebrazione continua a essere terreno di divisioni, scontri e gesti inaccettabili. È accaduto anche ieri: a Milano gli insulti antisemiti contro la Brigata ebraica hanno rovinato il corteo; a Roma una donna e un uomo sono rimasti feriti da colpi di pistola a piombini al termine della manifestazione. «Il passato ha plasmato il presente», ha ricordato Mattarella. Sarebbe tempo che un passato di fratture lasciasse finalmente spazio a un’unità di valori, identità e storia, come solennemente affermato nella nostra Costituzione.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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