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Italia, miti e verità

L’Italia non è così «povera» come spesso dipinto: è tra le prime otto economie mondiali e spende molto in welfare, ma emergono consumi e comportamenti che complicano il quadro economico

Un articolo di opinione sul Corriere della Sera invita a superare l’idea di un’Italia «alla frutta». Ricorda così che il Paese è tra le prime otto economie mondiali e spende circa 185 miliardi di euro l’anno in assistenza sociale. L’articolo sottolinea che molti dati negativi amplificano la percezione di povertà. Altri indicatori, però, raccontano una realtà diversa. E’ il caso della forte presenza di case di proprietà e la posizione dell’Italia nell’export e nella manifattura europea. Nonostante ciò, emergono comportamenti problematici: un’elevata spesa in gioco d’azzardo (stimata in oltre 150 miliardi), un uso massiccio di telefoni e sim attive e ampi spazi di spesa assistenziale “a pioggia”. E viene messo in rilievo il contrasto tra la percezione diffusa di difficoltà economiche e alcuni aspetti più positivi del sistema sociale italiano. Da qui l’invito a guardare oltre slogan e semplificazioni. In conclusione, forse la nostra povertà non è tanto economica quanto di altro tipo. Pesa una cattiva politica, contano abitudini sbagliate come il gioco d’azzardo, incidono gli sprechi di denaro pubblico e la malasanità, e così via. Eppure, a ben vedere, siamo probabilmente migliori di quanto pensiamo e la nostra situazione è meno grave di quanto spesso immaginiamo.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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