Chiara, condanna e interrogativi
Condannata per l’omicidio del secondo neonato, assolta per il primo: resta il dubbio sulle responsabilità attorno a lei
Chiara Petrolini è stata condannata a 24 anni e tre mesi per l’omicidio del secondo neonato. E’ stata assolta, invece, per la morte del primogenito per insufficienza di prove. La difesa ha definito la pena “più severa del dovuto”. È probabile che non abbia torto, ma i giudici hanno applicato la legge. Resta l’impressione che Chiara abbia agito in una condizione di immaturità profonda e che in famiglia non abbia ricevuto il sostegno necessario. Il gesto resta gravissimo e disumano, ma ci si deve interrogare se non esistano altre responsabilità morali ed educative, e se Chiara non sia stata, allo stesso tempo, vittima e carnefice. Condanna sì, ma anche cristiana pietà.

