Export italiano in crescita nel 2025: +3,3% complessivo e +7,2% verso gli Stati Uniti nonostante i dazi
Le esportazioni italiane tornano a crescere nel 2025, segnando un +3,3% complessivo e un significativo +7,2% verso gli Stati Uniti, che rafforzano il loro ruolo di secondo mercato di sbocco del Made in Italy. Unimpresa sottolinea come la competitività dei settori ad alta specializzazione abbia compensato l’inasprimento dei dazi e le incertezze del commercio internazionale
L’export italiano chiude il 2025 con un segno positivo, registrando un incremento del 3,3% in valore. Un dato che conferma la capacità del sistema produttivo di reagire a un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni commerciali e barriere tariffarie crescenti. La ripresa delle esportazioni si accompagna a un miglioramento del saldo commerciale. E anche a una riduzione del deficit energetico, elementi che contribuiscono a rafforzare la posizione dell’Italia nei mercati globali.
Particolarmente rilevante è la performance verso gli Stati Uniti. Le vendite italiane negli States crescono del 7,2%, nonostante l’inasprimento dei dazi introdotti dall’amministrazione americana. Il mercato statunitense consolida così la sua centralità, passando dal 10,4% al 10,8% dell’export totale e confermandosi come il secondo sbocco commerciale dopo la Germania. Considerando i soli mercati extra-area euro, la quota USA supera addirittura il 20%. E’ il segno di una domanda robusta e di una forte attrattività dei prodotti italiani ad alto valore aggiunto.
Secondo Unimpresa, il dato assume un valore ancora più significativo perché arriva in un momento di incertezza globale, in cui le barriere tariffarie avrebbero potuto comprimere la domanda di beni italiani. Invece, la qualità e la specializzazione del Made in Italy hanno permesso di “sterilizzare” l’impatto dei dazi, mantenendo competitivi settori chiave come farmaceutica, meccanica e mezzi di trasporto.
Gli Stati Uniti non sono l’unica nota positiva. Nei primi nove mesi del 2025 si registra una crescita sostenuta anche nei mercati europei (+4,7% nell’UE, +5,3% nell’area euro) e in aree extra-europee dinamiche come Medio Oriente (+6,9%) e area OPEC (+10,2%). Il quadro complessivo conferma una progressiva diversificazione geografica dell’export italiano, elemento strategico per attenuare i rischi legati alle tensioni commerciali globali.
Il 2025 si chiude dunque con un segnale incoraggiante per l’economia italiana. La capacità di mantenere e ampliare le quote di mercato all’estero, anche in presenza di ostacoli tariffari. Questo dimostra la solidità del tessuto produttivo e la necessità di politiche industriali che sostengano innovazione, investimenti e competitività.
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