scritto da Redazione Ulisseonline - 20 Gennaio 2026 18:33

Bar italiani, un settore da 23,8 miliardi che cerca un nuovo equilibrio

Quasi 6 miliardi di visite nel 2025, ma lo scontrino medio resta fermo a 4,20 euro. Fipe: “Serve un ripensamento del modello per garantire sostenibilità e qualità”

Dal caffè del mattino al gelato pomeridiano fino al cocktail serale, il bar italiano continua a rappresentare uno dei presìdi più diffusi e identitari del Paese. L’analisi di Fipe-Confcommercio, presentata al Sigep di Rimini, fotografa un comparto che nel 2025 ha generato quasi 6 miliardi di visite e un valore di mercato pari a 23,8 miliardi di euro. Numeri imponenti, che però si scontrano con una redditività ancora fragile: lo scontrino medio resta fermo a 4,20 euro, un limite che mette sotto pressione la sostenibilità economica delle attività.

In Italia sono attivi 152mila bar, presenti in tre comuni su quattro e aperti in media 14 ore al giorno, spesso sette giorni su sette. La distribuzione delle visite conferma il ruolo sociale del bar come luogo di prossimità: il 44% dei consumi è legato alla colazione, il 29% alle pause durante la giornata, il 14% all’aperitivo, mentre pranzi, cene e dopocena coprono complessivamente il restante 13%.

Il settore impiega 367.900 addetti, di cui oltre la metà con contratto a tempo indeterminato. Significativa la presenza femminile (58,9%), quella giovanile (41,3% under 30) e la quota di lavoratori stranieri (20,8%), a conferma di un comparto che continua a essere un importante bacino occupazionale.

Per il presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, il 2026 dovrà essere “l’anno in cui il sistema del fuoricasa saprà trovare un nuovo punto di equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dell’offerta e capacità di intercettare abitudini di consumo in rapido cambiamento”. Bar, gelaterie e pasticcerie – ha sottolineato – non sono solo attività economiche, ma “presìdi di socialità, identità e attrattività turistica”.

Sulla stessa linea Andrea Illy, presidente di Illycaffè e consigliere Fipe per l’Osservatorio sulla filiera del bar, che vede “concrete opportunità di rivitalizzazione della rete nazionale” attraverso innovazione, formazione e nuovi modelli di business capaci di mobilitare investimenti. Il bello, il buono e il ben fatto – ha ricordato – restano la cifra distintiva dell’Italia e una leva strategica per il futuro del settore. (fonte Confcommercio)

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