Venezuela, il cortile di casa Trump
La fine del regime di Maduro è motivo di sollievo, ma l’operazione militare statunitense apre interrogativi profondi sulle reali intenzioni degli USA e sul futuro del Venezuela
La caduta della dittatura venezuelana di Maduro non può che rallegrare. Resta, però, una forte ombra. L’intervento militare deciso da Trump è percepito, infatti, come un’azione improntata alla logica del più forte, più vicina al Far West che alla diplomazia internazionale. La logica degli Stati Uniti è quella dei conquistatori, non certo dei liberatori. Il loro intervento militare non nasce per per instaurare la democrazia o per liberare un popolo oppresso. Al contrario, sembrano spinti da interessi economici e affaristici che caratterizzano da tempo la loro politica nel continente. A confermare questa impressione c’è la scelta di affidare a Washington la gestione della fase di transizione. Di fatto, è esclusa l’opposizione interna, compresa la Premio Nobel per la Pace 2025 María Corina Machado. E’ questa l’ennesima conferma di una visione del continente americano come “cortile di casa”, da controllare e indirizzare secondo le proprie convenienze. La dittatura è caduta, ma resta da capire quanto spazio avrà davvero il Venezuela per decidere autonomamente il proprio futuro.





