scritto da Pasquale Petrillo - 28 Gennaio 2026 08:49

Un soldato, non un colono

L’esercito israeliano chiarisce che l’uomo armato non era un colono ma un soldato riservista che non ha riconosciuto la targa diplomatica. Divergono le versioni italiana e israeliana sulla dinamica dell’episodio

foto Giovanni Armenante

L’IDF ha confermato che l’uomo che ha fermato due carabinieri italiani in Cisgiordania era un soldato riservista, non un colono. L’episodio è avvenuto in un’area C dichiarata zona militare chiusa. Il militare ha notato un’auto diretta verso la comunità di Sde Ephraim e, non riconoscendo la targa diplomatica, l’ha considerata sospetta. Secondo la versione israeliana, ha puntato l’arma senza sparare e ha ordinato ai passeggeri di scendere e identificarsi. La ricostruzione italiana è diversa: i carabinieri avrebbero visto un uomo armato nel parcheggio dello Sharek Youth Village e, credendolo un colono, avrebbero tentato di allontanarsi. L’uomo li avrebbe bloccati, costretti a inginocchiarsi e interrogati in inglese incerto. L’IDF sostiene che il soldato abbia seguito le procedure per veicoli sospetti, ma non quelle per mezzi diplomatici. Il militare è stato convocato per chiarimenti e l’esercito rafforzerà le istruzioni operative in Cisgiordania. La situazione in Cisgiordania è oggi estremamente tesa. Questo clima rende più probabili incidenti gravi e, in alcuni casi, anche tragici. All’interno di questo contesto, le forze armate israeliane da tempo adottano comportamenti che superano il limite della proporzionalità e contribuiscono ad alimentare la spirale di tensione. L’episodio che ha coinvolto i due carabinieri italiani si inserisce pienamente in questo scenario. Proprio per questo è necessario che le nostre autorità governative intervengano con fermezza. Non farlo significa rinunciare a un ruolo attivo nella tutela dei nostri militari e, soprattutto, non favorire il percorso verso una soluzione politica. Il silenzio rischia di legittimare atteggiamenti che mantengono vive le ragioni dello scontro invece di avvicinare la pace.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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