Trentini, libertà dopo l’incubo
Il cooperante veneziano Alberto Trentini è stato liberato dopo 420 giorni di detenzione in Venezuela, dove era stato arrestato senza accuse chiare. La sua storia è segnata da dignità, affetto familiare e un forte impegno umanitario
Un anno e oltre di prigionia si è concluso all’alba del 12 gennaio con la liberazione di Alberto Trentini, 46 anni, cooperante veneziano impegnato da dieci anni nelle missioni internazionali. Arrestato il 15 novembre 2024 durante uno spostamento di lavoro, è rimasto in cella a El Rodeo 1 senza spiegazioni ufficiali. L’ambasciatore italiano Giovanni Umberto De Vito lo ha incontrato due volte, incoraggiandolo con l’augurio di tornare presto “sul Listòn”. La liberazione di Trentini chiude un incubo e restituisce alla cooperazione internazionale uno dei suoi volti più generosi. Negli ultimi mesi non sono mancate critiche e proteste contro il Governo Meloni, accusato da una parte dell’opinione pubblica di non essersi impegnato abbastanza per ottenere la liberazione di Alberto Trentini. La svolta è arrivata invece con l’azione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Un intervento considerato da molti “non ortodosso”, ma che ha contribuito a sbloccare anche questa vicenda. Piaccia o no, il risultato si è concretizzato sotto la guida di Donald Trump, figura spesso al centro di polemiche. Resta ora da vedere come reagiranno le forze di sinistra. E, in particolare, quale sarà la posizione del segretario della CGIL, Maurizio Landini, di fronte a questo nuovo scenario.





