Piazze, violenza e “tolleranza colta”
La procuratrice generale della Repubblica Lucia Musti denuncia l’uso violento delle piazze da parte di frange antagoniste e la “tolleranza colta” che ne legittimerebbe le derive. Un richiamo alle istituzioni perché il diritto di manifestare resti entro i confini della democrazia.
La procuratrice generale per Piemonte e Valle d’Aosta, Lucia Musti, ha tenuto un duro discorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Torino. Ha criticato l’uso violento delle piazze da parte di frange antagoniste. Ha sottolineato come queste manifestazioni escano dal contesto democratico per trasformarsi in strumenti di lotta organizzata, con reclutamento di nuove leve anche tra i giovani. Musti ha denunciato una “benevola tolleranza” e una “lettura compiacente” di comportamenti che sono in realtà gravi reati da parte di quella che ha definito un’“area grigia” di matrice colta e borghese, che invece di promuovere rispetto delle regole democratiche favorirebbe indirettamente queste condotte. Il riferimento è ai recenti cortei e alle tensioni legate allo sgombero del centro sociale Askatasuna. Così come ad altre proteste, che hanno visto scontri con le forze dell’ordine e limitazioni alla vita cittadina a Torino. Musti ha esortato le istituzioni a esercitare pienamente i propri doveri per garantire che il diritto di manifestare rimanga una “festa della democrazia” e non si trasformi in veicolo di illegalità e violenza. Non c’è altro da aggiungere. E’ un’analisi puntuale e onesta. Quell’onestà che spesso fa difetto non poco alla politica, al mondo della cultura e dell’informazione.





