Piantedosi: “Sfida allo Stato”
In un’informativa urgente alla Camera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito gli scontri legati al corteo di Torino in solidarietà al centro sociale Askatasuna come una “resa dei conti con lo Stato democratico”, sostenendo che gli incidenti dimostrano una precisa strategia di sfida all’ordine pubblico e criticando chi ha partecipato alla manifestazione
Ieri alla Camera il ministro Matteo Piantedosi ha illustrato la sua lettura degli scontri avvenuti sabato 31 gennaio a Torino durante un corteo in solidarietà ad Askatasuna, centro sociale sgomberato dopo decenni di occupazione. Ha definito l’evento una “resa dei conti con lo Stato democratico”. E anche un innalzamento del livello di conflitto, con dinamiche che richiamano – secondo lui – anche aspetti violenti e “squadristi”. Piantedosi ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine ferite e rivendicato l’efficacia delle misure di prevenzione adottate, con oltre mille agenti impiegati. Ha criticato chi ha sfilato con i manifestanti, accusando di offrire loro prospettive di impunità. E’ quasi tutto condivisibile, ma un po’ di autocritica da parte di Piantedosi sarebbe stata opportuna. In fondo, quanto accaduto poteva, se non essere evitato del tutto, almeno essere contenuto nei suoi aspetti più violenti e sovversivi. Ciò che dispiace è il costante tentativo della sinistra di cercare una giustificazione per ciò che appare ingiustificabile. Su questo punto Antonio Polito, sul Corriere, ha scritto parole che meriterebbero di essere incise nel marmo. “La storia d’Italia – ha affermato – ci ha però già insegnato che non basta condannare la violenza, se un attimo dopo le si cerca una giustificazione”. L’auspicio è che la sinistra ritrovi lucidità e non si lasci trascinare dalla lotta politica, e in alcuni casi perfino dall’odio, verso Meloni e il centrodestra





