scritto da Pasquale Petrillo - 04 Febbraio 2026 08:57

Piantedosi: “Sfida allo Stato”

In un’informativa urgente alla Camera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito gli scontri legati al corteo di Torino in solidarietà al centro sociale Askatasuna come una “resa dei conti con lo Stato democratico”, sostenendo che gli incidenti dimostrano una precisa strategia di sfida all’ordine pubblico e criticando chi ha partecipato alla manifestazione

foto Giovanni Armenante

Ieri alla Camera il ministro Matteo Piantedosi ha illustrato la sua lettura degli scontri avvenuti sabato 31 gennaio a Torino durante un corteo in solidarietà ad Askatasuna, centro sociale sgomberato dopo decenni di occupazione. Ha definito l’evento una “resa dei conti con lo Stato democratico”. E anche un innalzamento del livello di conflitto, con dinamiche che richiamano – secondo lui – anche aspetti violenti e “squadristi”. Piantedosi ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine ferite e rivendicato l’efficacia delle misure di prevenzione adottate, con oltre mille agenti impiegati. Ha criticato chi ha sfilato con i manifestanti, accusando di offrire loro prospettive di impunità. E’ quasi tutto condivisibile, ma un po’ di autocritica da parte di Piantedosi sarebbe stata opportuna. In fondo, quanto accaduto poteva, se non essere evitato del tutto, almeno essere contenuto nei suoi aspetti più violenti e sovversivi. Ciò che dispiace è il costante tentativo della sinistra di cercare una giustificazione per ciò che appare ingiustificabile. Su questo punto Antonio Polito, sul Corriere, ha scritto parole che meriterebbero di essere incise nel marmo. “La storia d’Italia – ha affermato – ci ha però già insegnato che non basta condannare la violenza, se un attimo dopo le si cerca una giustificazione”. L’auspicio è che la sinistra ritrovi lucidità e non si lasci trascinare dalla lotta politica, e in alcuni casi perfino dall’odio, verso Meloni e il centrodestra

 

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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