Ostaggi italiani di Maduro
Dopo alcune recenti liberazioni, restano almeno 26 italiani detenuti arbitrariamente in Venezuela. Arresti senza prove, repressione politica e pressioni diplomatiche ancora in corso
In Venezuela restano detenuti arbitrariamente almeno 26 cittadini italiani, vittime della repressione del regime di Nicolás Maduro. Dopo la scarcerazione di Luigi Gasperin e Biagio Pilieri, l’attenzione torna sul caso più noto, quello di Alberto Trentini, rinchiuso da mesi nel carcere di El Rodeo. Molti arresti sono avvenuti dopo le elezioni del luglio 2024 o per presunte attività politiche considerate ostili. Tra i detenuti figurano imprenditori, attivisti e italo-venezuelani con doppia cittadinanza, spesso privati di contatti con le famiglie. Simbolo della repressione è il carcere di El Helicoide, noto per interrogatori violenti. Le accuse spaziano dalla cospirazione allo spionaggio internazionale e sono ritenute infondate da osservatori e familiari. Le liberazioni recenti alimentano la speranza, ma la situazione resta grave e incerta. In conclusione, gli Stati Uniti potranno anche aver violato il diritto internazionale con la loro azione in Venezuela, ma hanno posto fine al potere di uno dei dittatori più repressivi del continente. Un regime liberticida che ha incarcerato migliaia di persone per ragioni politiche, soffocando ogni forma di dissenso. A questo punto una domanda si impone, anche al segretario della CGIL Maurizio Landini: ha senso scendere in piazza in difesa di un dittatore come Nicolás Maduro? Immaginiamo proprio di no.





