scritto da Pasquale Petrillo - 10 Gennaio 2026 08:57

Ostaggi italiani di Maduro

Dopo alcune recenti liberazioni, restano almeno 26 italiani detenuti arbitrariamente in Venezuela. Arresti senza prove, repressione politica e pressioni diplomatiche ancora in corso

foto Giovanni Armenante

In Venezuela restano detenuti arbitrariamente almeno 26 cittadini italiani, vittime della repressione del regime di Nicolás Maduro. Dopo la scarcerazione di Luigi Gasperin e Biagio Pilieri, l’attenzione torna sul caso più noto, quello di Alberto Trentini, rinchiuso da mesi nel carcere di El Rodeo. Molti arresti sono avvenuti dopo le elezioni del luglio 2024 o per presunte attività politiche considerate ostili. Tra i detenuti figurano imprenditori, attivisti e italo-venezuelani con doppia cittadinanza, spesso privati di contatti con le famiglie. Simbolo della repressione è il carcere di El Helicoide, noto per interrogatori violenti. Le accuse spaziano dalla cospirazione allo spionaggio internazionale e sono ritenute infondate da osservatori e familiari. Le liberazioni recenti alimentano la speranza, ma la situazione resta grave e incerta. In conclusione, gli Stati Uniti potranno anche aver violato il diritto internazionale con la loro azione in Venezuela, ma hanno posto fine al potere di uno dei dittatori più repressivi del continente. Un regime liberticida che ha incarcerato migliaia di persone per ragioni politiche, soffocando ogni forma di dissenso. A questo punto una domanda si impone, anche al segretario della CGIL Maurizio Landini: ha senso scendere in piazza in difesa di un dittatore come Nicolás Maduro? Immaginiamo proprio di no.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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