scritto da Pasquale Petrillo - 16 Dicembre 2025 08:59

Imam liberato a Torino

La Corte d’Appello di Torino ha disposto la liberazione dell’imam Mohamed Shahin, bloccando l’espulsione voluta dal Viminale. La decisione ha provocato la dura reazione della premier Giorgia Meloni

foto Giovanni Armenante

La Corte d’Appello di Torino ha ordinato la cessazione del trattenimento dell’imam Mohamed Shahin, detenuto nel Cpr di Caltanissetta in attesa di rimpatrio in Egitto. Il provvedimento di espulsione, firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stato sospeso. I giudici non hanno ravvisato una concreta e attuale pericolosità per la sicurezza pubblica. Secondo la Corte, Shahin è incensurato, vive in Italia da circa vent’anni e non risulta coinvolto in procedimenti penali. La premier Meloni ha espresso forte irritazione, criticando l’intervento della magistratura che, a suo avviso, indebolirebbe le politiche di sicurezza. Il caso ha acceso il dibattito politico. Il vescovo di Pinerolo Derio Olivero ha difeso l’imam Mohamed Shahin, richiamando la libertà di opinione. Rispettiamo la decisione dei giudici. Tuttavia, le perplessità permangono. Difficile dar torto al  Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi quando sostiene che «parliamo di una persona che ha definito l’attacco del 7 ottobre un atto di ‘resistenza’, negandone la violenza. Che, dalle mie parti, significa giustificare, se non istigare, il terrorismo». E per quanto riguarda il vescovo di Pinerolo c’è da osservare che le opinioni espresse dall’imam sono le stesse alla base delle stragi di cristiani da parte di terroristi islamici in diversi paesi musulmani. L’impressione è che noi italiani garantiamo la libertà più di quanto molti personaggi meriterebbero. Nell’auspicio di non pagarne le conseguenze.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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