Diaco: “Voto Sì e pago il prezzo”. Nel referendum vince il manicheismo
Il conduttore denuncia una narrazione distorta sul voto e critica il mondo dello spettacolo schierato per il No. Nel dibattito sul referendum, osserva, il merito è stato travolto da semplificazioni e toni da tifoseria
Pierluigi Diaco ha dichiarato all’Adnkronos che voterà Sì al referendum sul sistema giudiziario, denunciando quella che considera una narrazione distorta. In Italia, sostiene, chi vota No viene celebrato come “testimonial”, mentre chi vota Sì viene bollato come “lacchè”. Afferma di essere pronto a pagare il prezzo di essere etichettato come “amico di” o “servo di”, pur di esprimere liberamente la propria posizione. Diaco critica anche il mondo dello spettacolo e del giornalismo, che a suo avviso si schiera per il No restando in una “eterna comfort zone” dei “salvatori della patria”. Forse non è così per tutti, ma il sospetto che abbia toccato un punto sensibile rimane. In questo referendum, infatti, il merito della questione è passato in secondo piano. Ha prevalso un manicheismo che semplifica, accende gli animi e finisce per trasformare tutto in confusione, come spesso accade nel dibattito politico.





