scritto da Gennaro Pierri - 10 Aprile 2026 08:18

Post fata resurgo: smettila di aspettare la tua rinascita

Molti preferiscono ricostruire in fretta la stessa versione di prima. Cambiano superficie, non struttura. E chiamano “rinascita” quello che è solo un restauro

La verità è brutale: non esiste un momento giusto per ricominciare. Se stai aspettando di sentirti pronto, sei già in ritardo. Post fata resurgo (Dopo la morte (o il destino/le avversità) torno a risorgere). Suona bene, rassicura. Ma è una frase pericolosa, perché ci fa credere che la vita abbia una sequenza logica: prima crolli, poi elabori, poi rinasci. Come se il dolore fosse una parentesi. Non lo è. La realtà è che continui a vivere mentre crolli. Rispondi ai messaggi mentre sei a pezzi. Prendi decisioni mentre sei confuso. Non c’è un “dopo” pulito. C’è solo un “durante” disordinato. E qui si gioca tutto.

Perché rialzarsi non è un evento, è una scelta ripetuta quando non ne hai voglia. Non è un’illuminazione, è disciplina emotiva. Non è poesia, è attrito. E smettiamola con la retorica della caduta come momento nobile. Cadere fa schifo. Ti espone, ti ridimensiona, ti costringe a vedere che molte cose a cui tenevi erano solo appoggi fragili. Ma proprio per questo è utile: ti obbliga a distinguere tra ciò che sei e ciò che stavi solo interpretando.

Il punto è che non tutti fanno questo passaggio. Molti preferiscono ricostruire in fretta la stessa versione di prima. Cambiano superficie, non struttura. E chiamano “rinascita” quello che è solo un restauro. Post fata resurgo, allora, va riscritto così: mi rialzo solo se accetto di non tornare indietro. Altrimenti non è rinascita. È nostalgia ben truccata. La domanda vera non è se supererai quello che ti è successo. È se avrai il coraggio di non essere più la persona che eri prima.

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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