scritto da Gennaro Pierri - 31 Marzo 2026 09:58

Il lusso nascosto del ritorno

Il rischio non è non partire. È partire senza sapere dove tornare

Ti vendono il culto della partenza: muoviti, cambia, non fermarti. Ma nessuno ti dice quanto costa non avere un posto dove tornare. Costa lucidità, perché senza un punto fermo tutto sembra urgente. Costa identità, perché ti definisci solo per reazione.

Chiamiamolo senza poesia: un “ritorno” è un’infrastruttura. Può essere una cucina alle 23, una panchina sempre uguale, una stanza in cui non devi spiegarti. Lì non fai scena, fai verità. E la verità, anche quando graffia, riallinea.

Abbiamo romanticizzato l’assenza di radici, scambiandola per libertà. Ma senza radici non si cresce: si slitta. Si passa da una possibilità all’altra senza mai diventare davvero qualcosa. Il punto non è muoversi di più, è sapere da dove ripartire. Senza un ritorno, ogni scelta pesa il doppio e dura la metà.

Il ritorno non è regressione, è manutenzione. È il luogo in cui smetti di performare e inizi a capire. È dove tagli il superfluo, dove le priorità tornano leggibili. Non ti rallenta: ti rende preciso. E in un tempo che ti vuole ovunque, la precisione è una forma di ribellione.

Ma attenzione: non tutti i rifugi sono sani. Alcuni ti accolgono mentre ti rimpiccioliscono. Un buon ritorno non ti addormenta, ti rimette in rotta. Se ti senti sempre a tuo agio, forse non stai tornando: stai scappando meglio.

Allora la domanda non è “dove posso andare?”, ma “dove posso tornare per diventare più lucido?”. Non un luogo perfetto, ma uno vero. Non ideale, ma stabile. Non comodo, ma onesto.

Se non ce l’hai, costruiscilo. Non con l’immaginazione, ma con scelte ripetute: spazi che reggono, abitudini che tengono, silenzi che non fanno paura.

Perché il rischio non è non partire. È partire senza sapere dove tornare. E prima o poi, senza un ritorno, anche la corsa più brillante diventa solo fuga.

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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