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Attualità

Basta sprechi e privilegi di Stato: l’appello di Meridione Nazionale per un’Italia più giusta e meritocratica

Un affondo netto contro la politica autoreferenziale: «I soldi dei cittadini non sono il bancomat della politica, ora bisogna passare ai fatti»

alfonso senatore

Arriva da Cava de’ Tirreni, per mano dell’associazione politico-culturale Meridione Nazionale e firmato dal suo leader, l’avvocato Alfonso Senatore, un appello durissimo e senza filtri contro gli sprechi, i privilegi e la corruzione di Stato.

Un intervento tagliente contro un sistema che continua a considerare le risorse pubbliche come una riserva privata a disposizione della politica. Il documento parte da una constatazione amara quanto reale: se si azzerassero sprechi, clientele e corruzione, l’Italia potrebbe trasformarsi in un Paese radicalmente più ricco e giusto. Eppure, a pagare il prezzo di questa inefficienza strutturale sono sempre i soliti noti, ovvero lavoratori, pensionati e famiglie, schiacciati da un carico fiscale sproporzionato mentre i settori chiave dello Stato sociale, dalla sanità alla scuola, passando per la sicurezza e i servizi pubblici locali, continuano a navigare in acque burrascose tra criticità croniche.

Nel mirino di Meridione Nazionale non ci sono solo le vecchie gestioni, ma c’è anche una forte denuncia nei confronti dell’attuale classe dirigente, rea di rischiare di deludere le aspettative di chi invocava un cambiamento radicale. L’avvocato Senatore sottolinea con forza che non basta sventolare un’etichetta politica o definirsi di destra per esserlo nei fatti, poiché serve una coerenza tangibile. Il testo stigmatizza la piaga del familismo, la distribuzione di poltrone agli amici, le nomine slegate dal merito e gli incarichi assegnati unicamente in base alla fedeltà, ricordando che le istituzioni non possono essere ridotte a proprietà private e il denaro dei contribuenti non deve essere impiegato per lubrificare i meccanismi del consenso elettorale.

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L’appello traccia una linea di demarcazione netta tra la casta e il Paese reale, evidenziando come parlamentari, rappresentanti nelle istituzioni europee, enti, consorzi, società partecipate, consigli di amministrazione e consulenze d’oro debbano dimostrare la propria utilità rispondendo unicamente dei risultati ottenuti. Indennità, rimborsi faraonici, vitalizi e privilegi ingiustificati non possono più trovare spazio e devono essere sottoposti a un setaccio di controlli rigorosi, ribadendo che il mandato pubblico è un servizio reso alla Nazione e non un ascensore sociale per accumulare rendite e posizioni di potere personale.

La battaglia di Meridione Nazionale non intende fermarsi alla denuncia formale degli sprechi documentati e dei circuiti clientelari, ma ha l’obiettivo dichiarato di pretendere che ogni singolo euro sottratto agli sperperi venga immediatamente reinvestito nel sostegno alle famiglie, nella sanità pubblica, nella scuola e nella sicurezza. Nel documento viene ribadito con decisione che non importa chi governa, poiché chi spreca deve rispondere, chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità e chi amministra denaro pubblico deve renderne conto ai cittadini.

L’appello si chiude con un richiamo forte alla dignità, all’equità e al rispetto verso gli italiani, riassunto nell’esigenza di avere meno privilegi e più giustizia, meno propaganda e più risultati, e meno soldi alla politica autoreferenziale a favore di maggiori risorse ai cittadini, dimostrando che è giunto il momento di archiviare le parole e passare decisamente ai fatti.

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Redazione Ulisseonline

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta…

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