scritto da Redazione Ulisseonline - 13 Gennaio 2026 18:41

Un Paese inquieto tra guerre, solitudine e prudenza economica

Gli italiani guardano al 2026 con crescente preoccupazione. La politica estera aggressiva degli Stati Uniti, la percezione di un’Europa debole, un clima sociale segnato da insicurezza e ripiegamento individuale e prospettive economiche stagnanti delineano un quadro complesso. Tra paure globali e difficoltà quotidiane, il Paese si prepara a un futuro incerto puntando soprattutto sulla cautela e sul risparmio

L’inizio del 2026 fotografa un’Italia attraversata da timori profondi, che riguardano tanto lo scenario internazionale quanto la vita sociale ed economica interna. Dai dati emerge un sentimento diffuso di inquietudine, alimentato da tensioni geopolitiche, fragilità collettive e da un futuro percepito come poco favorevole.

Stati Uniti più lontani, cresce la paura dei conflitti

La politica estera dell’amministrazione Trump ha incrinato in modo significativo l’immagine degli Stati Uniti agli occhi degli italiani. L’intervento militare in Venezuela e le dichiarazioni sulla possibile annessione della Groenlandia sono giudicati in larga maggioranza negativamente. In particolare, l’idea che Washington possa gestire il petrolio venezuelano raccoglie le critiche più dure, mentre solo l’arresto di Maduro ottiene un consenso minoritario.

Queste scelte hanno un effetto diretto sulla percezione globale: gli Stati Uniti vengono considerati sempre più una minaccia per la pace mondiale, quasi al livello della Russia e ben più della Cina. Di conseguenza aumentano i timori per una proliferazione delle guerre, per l’indebolimento dell’Unione Europea e persino per un possibile coinvolgimento diretto dell’Italia in un conflitto. L’Europa, in questo quadro, appare fragile e poco capace di esercitare un ruolo di equilibrio.

Una società più chiusa e insicura

Accanto alle paure internazionali, emerge un disagio sociale che si è consolidato negli ultimi anni. Cresce la sensazione di non sentirsi pienamente parte della società e si riduce il numero delle relazioni sociali e amicali. Il capitale sociale si assottiglia, mentre aumenta la percezione di inadeguatezza individuale in un contesto professionale vissuto come sempre più competitivo.

Anche il tema della sicurezza pesa sul clima generale: al di là dei dati reali, la criminalità è sempre più presente nella percezione quotidiana delle persone. A questo si aggiunge un giudizio sempre più severo nei confronti delle nuove generazioni. La fiducia nei giovani diminuisce, segnalando una sfiducia più ampia verso il futuro e un ripiegamento difensivo della società su se stessa.

Economia ferma e consumi sotto controllo

Sul fronte economico, il 2026 non viene visto come un anno di ripresa. La maggioranza degli italiani prevede una situazione familiare stabile, ma questa stabilità è letta in chiave negativa: oltre tre persone su dieci temono un peggioramento. Il pessimismo è più forte tra gli over 45, mentre solo i Millennials mostrano un atteggiamento leggermente più fiducioso.

Questa incertezza si traduce in comportamenti prudenti. Molte famiglie prevedono di ridurre o contenere i consumi, soprattutto a causa della perdita di potere d’acquisto e del timore che la situazione economica globale possa peggiorare. Il risparmio diventa centrale, non solo come accumulo ma come strumento di protezione.

Allo stesso tempo, cambia la gerarchia delle priorità: si è disposti a rinunciare a molte spese, ma non a quelle considerate essenziali. Salute, alimentazione di qualità e vacanze restano gli ambiti da difendere anche in tempi difficili. Le rinunce, per molti, non sono più vissute come temporanee, ma come parte di una revisione strutturale dello stile di vita.

Un futuro guardato con cautela

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un Paese che guarda avanti con prudenza, più attento a difendersi che a progettare. Le emozioni prevalenti degli ultimi mesi oscillano tra speranza e paura, con una fiducia che fatica a consolidarsi. Tra tensioni internazionali, fragilità sociali e stagnazione economica, gli italiani si preparano al futuro ridimensionando aspettative e ambizioni, nella speranza di attraversare senza scosse una fase percepita come lunga e incerta.

Clicca qui per leggere la versione integrale e originale dell’indagine SWG Radar

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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