Italia in trasformazione demografica: matrimoni in calo, età del “sì” in salita e nuove forme di unione nel 2024
I dati Istat sull’anno 2024 fotografano un profondo cambiamento nelle scelte familiari degli italiani: diminuiscono i matrimoni tradizionali, si posticipa l’età del primo matrimonio, calano anche unioni civili, separazioni e divorzi, mentre crescono convivenze e matrimoni tra cittadini di nuova cittadinanza. Un quadro che riflette tendenze sociali e demografiche radicate nella realtà contemporanea
Nel 2024 in Italia sono stati celebrati 173.272 matrimoni, con un calo del 5,9% rispetto al 2023, confermando un trend di diminuzione che dura da anni e che si riflette in tutte le ripartizioni geografiche, particolarmente marcato nel Mezzogiorno (-8,3%) e più attenuato nel Nord (-4,3%). Il drastico declino dei matrimoni religiosi (-11,4%) appare come un ulteriore elemento di un mutamento culturale consolidato nella società italiana. Parallelamente, i dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 mostrano una ulteriore diminuzione delle celebrazioni nuziali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, suggerendo che la tendenza non sia temporanea ma strutturale.
Una componente rilevante della diminuzione riguarda i primi matrimoni, che si attestano a 130.488 nel 2024, con una contrazione del 6,7% rispetto al 2023, evidenziando una ridotta propensione delle nuove generazioni ad ufficializzare il proprio legame con il matrimonio tradizionale. Questo fenomeno si inserisce in un contesto demografico più ampio segnato da una persistente denatalità e dal ritardo nell’uscita dalla famiglia di origine: secondo fonti Istat, oltre il 60% dei giovani resta con i genitori fino ai 35 anni, e l’età media al primo matrimonio nel 2024 è 34,8 anni per gli uomini e 32,8 per le donne.
Accanto alla contrazione dei matrimoni, si registra una diffusione crescente delle convivenze non matrimoniali. Le libere unioni quasi quadruplicate nel tempo rappresentano una alternativa sempre più frequente alla formazione della coppia istituzionalizzata, un fenomeno che rispecchia cambiamenti nei valori sociali e nelle aspettative di vita delle coppie.
Nel 2024 il 61,3% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, confermando un allontanamento dal rito religioso e consolidando una preferenza per scelte laiche nelle celebrazioni, soprattutto tra seconde nozze e matrimoni con almeno uno sposo straniero. La scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni resta prevalente, adottata nel 74,8% dei casi, un indicatore di prudenza economica sempre più diffuso tra le coppie che scelgono di sposarsi.
Anche le seconde nozze, che negli anni precedenti avevano mostrato una crescita, registrano una battuta d’arresto nel 2024, con 42.784 celebrazioni (-3,5%), pur rappresentando quasi un quarto dei matrimoni complessivi. Questo elemento segnala che l’instabilità coniugale e la conseguente nuova formazione di coppia continuano a essere fenomeni presenti, ma non più in espansione come nel recente passato.
Nel quadro matrimoniale misurato dall’Istat si osserva anche una leggera diminuzione dei matrimoni con almeno uno sposo straniero (-1,4%), pur mantenendo un peso significativo (16,9% del totale). Cresce però la quota di matrimoni tra cittadini che hanno acquisito la cittadinanza italiana, riflettendo i profondi processi di integrazione di comunità immigrate di lunga data. Inoltre, l’Italia continua ad attrarre coppie straniere residenti all’estero che scelgono il nostro Paese per celebrare le nozze, con oltre 3.300 matrimoni di “turismo matrimoniale” nel 2024.
Le unioni civili tra persone dello stesso sesso si attestano a 2.936 nel 2024, con un leggero calo rispetto all’anno precedente (-2,7%), segnando un andamento parallelo a quello dei matrimoni ma con una diffusione più significativa nelle aree urbane e nel Nord-Ovest. Le unioni con almeno un partner straniero rappresentano oltre un quinto del totale, ulteriore segnale della crescente diversità delle composizioni familiari in Italia.
Infine, il report Istat evidenzia anche una diminuzione di separazioni e divorzi, proseguendo un trend che si accompagna alla contrazione dei matrimoni; ciò potrebbe riflettere una selezione attraverso la minore nuzialità ma suggerisce anche processi di adattamento nelle strategie familiari e di relazione.
Complessivamente, i dati relativi al 2024 delineano un’Italia in trasformazione demografica, in cui le scelte legate alla formazione della famiglia istituzionale si spostano verso modelli più fluidi e diversificati, influenzati da dinamiche demografiche, culturali e sociali profonde e persistenti. (fonte ISTAT)







