scritto da Redazione Ulisseonline - 16 Gennaio 2026 10:49

Cava de’ Tirreni, a colloquio con Raffaele Giordano: “Le persone devono votarci non solo perché scontente, ma per il futuro che proponiamo”

Una candidatura che rivendica solidità, identità civica e visione di lungo periodo. Raffaele Giordano parla di unità del centrodestra, crisi dell’Ente Comune, giovani, partecipazione e leadership mancata. Un’intervista che mette al centro una parola chiave spesso assente nel dibattito cittadino: responsabilità

raffaele giordano ridotta

In vista delle prossime elezioni comunali incontriamo il consigliere comunale di opposizione, Raffaele Giordano. Non è un scelta a caso. Infatti, è l’unico, sicuro candidato a sindaco di Cava de’ Tirreni. Il centrodestra lo ha scelto da un pezzo e lui è già in corsa per campagna elettorale dopo aver scaldato i motori per almeno un anno. Cardiochirurgo, Professore Universitario della Federico II di Napoli, Dirigente Medico A.O.U. “Federico II” , Dottore di Ricerca in Scienze Biomorfologiche e Chirurgiche, Raffaele Giordano nonostante sia appena un quarantenne è autore di oltre cento pubblicazioni e vincitore di diversi premi. Autore di due testi universitari, collabora con molti centri internazionali per la ricerca sulla diagnosi e cura delle cardiopatie congenite. Ora è deciso per ricoprire la carica di primo di cittadino di Cava de’ Tirreni nel momento peggiore della nostra città, dopo i disastri fallimentari della peggiore amministrazione comunale mai avuta: quella del sindaco uscente Vincenzo Servalli.

 

 foto Christopher Spatuzzi

 

“Una candidatura così solida a un anno dal voto non si era mai vista”

Respinta l’idea della fuga in avanti e rivendica un progetto costruito nel tempo, con cinque liste già schierate

 

La prima domanda è scontata. I manifesti con la sua candidatura a sindaco che tappezzano la città sin dai primi giorni dopo le elezioni regionali hanno, soprattutto dal punto della tempistica, una loro logica, una motivazione strategica?

Sì, anche se direi che più che una motivazione strategica tesa alla vittoria elettorale, è una scelta che riteniamo utile per sottolineare la bontà e la determinazione del nostro progetto. Eravamo pronti dalla scorsa estate e le elezioni regionali erano l’ultimo grande appuntamento prima delle comunali, per questo abbiamo deciso, subito dopo, di iniziare a parlare alla città delle nostre idee, dei nostri progetti e di ascoltare allo stesso tempo. Vogliamo avere il tempo di incontrare quante più persone possibili, le realtà associative, le categorie,  le frazioni, il centro. Non c’era motivo di aspettare oltre.  Vogliamo essere chiari. Le persone devono votarci non solo perché scontente degli ultimi 10 anni, ma  soprattutto perché credono in noi e in quello che proponiamo per il futuro.

In molti hanno avuto la sensazione di una sua fuga in avanti, in altri termini un modo per affermare una candidatura traballante. Non è così?

No, con onestà devo dire che questa sensazione non mi è stata mai esplicitata dalle persone che ho incontrato o con cui ho parlato, anzi, è dal mese di giugno 2025  che ben 5 liste hanno ufficializzato la mia candidatura: se questo indica una candidatura traballante…  Mi rivolgo a chi ha più memoria storica, ma a me sembra che una candidatura così solida ad un anno dalle elezioni non si era mai vista. La scelta di non utilizzare i simboli è stata innanzitutto mia, per sottolineare la mia identità civica, ma è stata condivisa da tutti, confermando il coraggio e la determinazione di tutti quelli che mi accompagnano in un momento così travagliato per la politica cittadina.  La mia candidatura non si rafforza e non si indebolisce anticipando o posticipando un manifesto, quello che la rafforza è la convinzione nelle nostre idee e la capacità di unire intorno ad un progetto anche altre persone e altri gruppi nei prossimi mesi.

Restano però le difficoltà con Forza Italia e con la bocciatura della sua candidatura da parte di Martusciello, o tutto è stato archiviato?

La politica è evoluzione e dialogo. In questo periodo ho sempre cercato di rimanere marginale rispetto alle dinamiche dei partiti lasciando loro modi e tempi per arrivare a un percorso condiviso. L’area del centrodestra può e vuole essere compatta e ci sono tutti i presupposti. Arricchita dalla componente civica, di cui io sono espressione, sono convinto che daremo una proposta alternativa forte e credibile alla città.

E con Fabio Siani e il suo gruppo Adesso Cava la frattura resta o anche questa è in via di superamento?

Stimo molto l’amico Fabio e so per certo che ricambia. Ci conosciamo da molto tempo e nutro un affetto profondo per la sua cara mamma. Il rapporto è sempre stato ottimo, anche se qualcuno ha pensato di metterci in antitesi. Il dialogo c’è sempre stato, anche in queste settimane. Io credo che le sue posizioni e le nostre possano coincidere su molti aspetti. D’altronde Fabio è stato il segretario cittadino di un partito di centrodestra per molti anni. Da parte mia e sicuramente del gruppo che rappresento c’è la volontà di stare insieme, anche per l’intreccio di amicizie in comune. Spero che si possa trovare una sintesi, soprattutto di intenti e per il bene della città.

 

 foto Christopher Spatuzzi

 

“Sono civico, ma il centrodestra unito può offrire un’alternativa credibile”

Il rapporto con i partiti, il dialogo politico e l’idea di una coalizione ampia che non rinnega l’identità civica

 

La sua candidatura è indubbiamente organica al centrodestra cavese, ma lei resta un civico. Ecco, in questa ottica, quanto spazio politico di manovra ritiene di avere dai partiti e da un leader nazionale come Edmondo Cirielli?

Il nostro movimento civico, attivo ormai da anni, è il più longevo e rappresentato in consiglio comunale. Siamo stati presenti ogni anno con il TOUR delle Frazioni e il nostro percorso in questi anni si è contraddistinto per una forte interazione con i cittadini. Tutte le risorse sovracittadine del centrodestra rappresentano per noi un’opportunità per governare meglio il territorio. Personalmente stimo molto l’On. Edmondo Cirielli ed ho con lui un ottimo rapporto personale. La cosa che più mi ha colpito di lui, è che da subito mi ha dato fiducia. Penso che Edmondo Presidente della Regione sarebbe stata una grande opportunità per la città di Cava. Peccato. Senza dubbio,  essendo un importante leader nazionale,  non rappresenta un ostacolo, bensì un’opportunità di avere un contatto diretto a Roma, così come per i Parlamentari, in Consiglieri Regioni o Provinciali. Uno dei miei obiettivi è ridare rappresentanza e credibilità alla città di Cava negli organi istituzionali maggiori.

La stagione del governo Servalli ha disastrato l’Ente Comune e debilitata la città. Lei come pensa di riaffermare la buona politica in un contesto tanto precario quanto devastato dall’attuale maggioranza di centrosinistra?

Sicuramente l’Ente Comunale è la mia preoccupazione principale. Sono consapevole di  ereditare un’organizzazione comunale in  grandissima difficoltà. Probabilmente non sarà la cosa più visibile da fare, ma è fondamentale riorganizzare, rimotivare e dare la possibilità alla macchina comunale di funzionare bene. Il cittadino riacquista fiducia nella politica se vede un governo cittadino efficace e pronto a rispondere ai suoi problemi. Questo è un fattore essenziale perché il nostro governo si baserà anche sul coinvolgimento delle tante realtà cittadine associative, di quartiere e parrocchiali a cui vogliamo e dobbiamo, vista anche la mancanza cronica di risorse umane ed economiche, chiedere un aiuto e coinvolgere nella gestione di  attività o luoghi che in questo momento sono abbandonati.

Al nuovo sindaco dovrebbe giocoforza toccare anche il compito di favorire la crescita e l’emergere di una classe politica cittadina che abbia un livello medio di maggiore competenza, preparazione, lungimiranza. Lei ha qualche idea in proposito?

Caro Direttore, ho 44 anni, insegno all’Università, se non spingo io sulle giovani generazioni e creo prospettive da qui a 20-30 anni che ci sto a fare? Senza dubbio, la forza, la compattezza e la preparazione del gruppo sarà essenziale. Io cercherò di coinvolgere nel governo della città le migliori figure che ho conosciuto e apprezzato in questi anni. Ma sono aperto anche ai suggerimenti, sia chiaro, il mio modus operandi non è quello dell’uomo solo al comando.  Proveremo a trovare un giusto mix tra esperienza e novità per far crescere una nuova classe dirigente che possa guidare la città negli anni. Già nelle liste, la presenza di giovani che si affacciano per la prima volta alla politica sarà importante e sto personalmente portando avanti questo scouting. Come ho anticipato, dobbiamo lavorare per dare rappresentanza alla nostra città anche in istituzioni maggiori, troppo spesso in questi anni siamo stati spettatori dei successi altrui. Adesso basta, dobbiamo ritornare ad essere protagonisti.

 

 

 

“Avrei potuto andare via, ma ho scelto di restare per Cava”

Il legame personale con la città, il rifiuto delle scorciatoie professionali e il senso di restituzione al territorio

 

Lei è un professionista tanto giovane quanto affermato e apprezzato, che dalla politica ha poco da avere e molto da dare. Tuttavia, la politica è un gioco di squadra. Per questo Le chiediamo quali sono a suo avviso i requisiti ideali per i candidati a consigliere comunale? C’è qualche controindicazione, in altre parole qualche ragione ostativa, a parte una specchiata onestà, all’ingresso in lista di un candidato?

La ringrazio per le sue parole e sì, posso dire che sono riuscito nella mia professione a raggiungere i traguardi che mi ero prefissato, molto spesso anticipando i tempi. Ma, di pari passo alla crescita della mia carriera, mi ha sempre guidato una costante, cioè la voglia di rimanere a Cava e di impegnarmi per la mia città e per il mio territorio. Avrei potuto fare scelte diverse, ho lavorato fuori e avrei potuto rimanerci, ho ricevuto offerte internazionali, ma ho sempre pensato che quello che la mia terra mi ha dato io avessi l’obbligo di restituirlo con il mio impegno, e devo dire che questo è il caposaldo che deve ispirare tutte le persone che si candideranno insieme a me. Mi piace sentire e vedere nelle persone che mi circondano lo stesso amore per Cava che provo io. Sono sincero, prego i cittadini cavesi affinché sappiano scegliere candidati mossi da questi stessi valori.

A proposito di liste dei candidati a consiglieri comunali, lei crede che un loro numero elevato portano più partecipazione e voti o solo confusione, polverizzazione e soprattutto abbassamento del livello qualitativo del personale politico? Questo per chiederLe anche come si regolerà in proposito?

Io non credo che ci siano leggi o regole valide in ogni occasione. Il mio auspicio è di avere quante più persone possibile che esprimano la loro volontà di candidarsi, sarebbe un bel segnale per me e per la città. La partecipazione è sempre fondamentale. Poi, come diceva lei, non bisogna esagerare e mi auguro di poter essere in difficoltà e scegliere tra queste persone le migliori. Anche qui sono sincero, del resto come lo sono sempre, ma voglio rimarcarlo. Il mondo delle professioni e delle categorie è diffidente e fa fatica a proporsi. La politica non viene vista bene, e sta a noi riportare un entusiasmo perso, ma è soprattutto responsabilità dei cittadini saper individuare e premiare i meritevoli.

Veniamo alla Giunta. Quali saranno i criteri di selezione degli assessori e quali i requisiti che devono possedere? Ci sarà posto per eventuali tecnici? Inoltre, verranno in tutto o in parte annunciati prima del voto?

La Giunta sarà ovviamente espressione delle forze politiche e civiche che appoggeranno la mia candidatura.  In accordo con i Coordinatori, verrà fatto un lavoro di selezione delle migliori figure possibili, un giusto mix tra profilo politico e competenze tecniche. Proveremo a combinare esperienza e novità, capacità amministrativa e coraggio. Tutti comunque dovranno essere coinvolti. Darò una delega ad ogni consigliere, in relazione a materie specifiche o a porzioni del territorio, e sarà fondamentale il lavoro delle varie commissioni permanenti, come luogo di gestazione dei provvedimenti amministrativi. Non sarò rinchiuso nel palazzo di città ma starò tra la gente per ascoltare i loro bisogni e rimodellare le nostre azioni. Sarà importante anche l’Organismo Indipendente di Valutazione per il quale prevedo figure di altissimo profilo per migliorare le performance della macchina comunale. Caro Direttore, mi consenta di rubarle un po’ il mestiere, mi faccio una domanda e mi darò una risposta. Hai già in mente la tua giunta? Certamente si, ma ora non la svelo. Probabile qualche nome in campagna elettorale.

Il buon governo spesso viene messo in discussione dalla mancanza di chiarezza nella definizione dei ruoli, dei poteri e dei rapporti che devono intercorrere tra sindaco, assessori e consiglieri. Insomma, gli equilibri sono molto difficili da raggiungere e tenere tra le varie componenti della maggioranza. In questo senso, quale sarà il suo metodo di lavoro per ovviare a questa oggettiva difficoltà?

Sono un dipendente pubblico, vengo dal mondo Accademico e Sanitario dove vige la gerarchia e il rispetto dei ruoli. Come dicevo in precedenza, sono pronto al confronto e alla partecipazione di tutti, ma quando c’è da portare la nave in porto il timoniere sono io. Quello di cui Cava ha bisogno è di una guida autorevole ma non autoreferenziale, un comune che accompagni e guidi la crescita della città ma che non ne escluda il cuore, i cittadini.

Visto il difficile momento politico-amministrativo che vive la città, la nostra maggioranza  dovrà essere coesa soprattutto sugli obiettivi e sulle cose da fare. Poi ci saranno tempi e modi per tutti di esprimere la propria opinione e di incidere il più possibile sulle scelte del gruppo e questo non sarà una debolezza, ma una forza.

 

foto Christopher Spatuzzi

 

“Non promettiamo sogni: vogliamo migliorare la vita quotidiana delle persone”

La cifra più concreta del progetto: decoro, servizi, normalità dopo anni difficili

 

Veniamo al programma. Quali i punti, diciamo almeno cinque, più qualificanti del suo programma?

Grazie Direttore per questa domanda che mi permette anche di commentare l’uscita di una serie di manifesti in città che tutti i cittadini hanno notato. Non facciamo promesse irrealistiche, ma proponiamo un patto chiaro con i cittadini, fatto di iniziative concrete, a partire da cinque priorità fondamentali:

Una Cava che tutela la salute, a salvaguardia del nostro Ospedale, con servizi sanitari più vicini ai cittadini, accessibili e moderni, per garantire il benessere di tutti, in particolare dei più fragili.

Una Cava che rilancia il turismo, valorizzando il suo patrimonio storico, artistico, paesaggistico e spirituale, rendendolo motore di sviluppo e occupazione.

Una Cava che vive e promuove cultura, tradizioni e folklore, riconoscendo in essi il cuore pulsante della comunità.

Una Cava che sostiene il commercio locale, aiutando le piccole attività, semplificando la burocrazia e rivitalizzando le frazioni ed il centro con iniziative di qualità.

Una Cava più bella e curata, dove il rispetto per lo spazio pubblico, a partire da una complessiva risistemazione degli assi viari ormai disastrati, diventa segno di civiltà e il decoro urbano costituisce una priorità quotidiana.

Su alcune questioni, come ad esempio l’organizzazione e i debiti del Comune, la gestione dei rifiuti e dei parcheggi, la lotta agli sprechi e la revisione della spesa, la sicurezza e la mobilità urbana, l’abusivismo edilizio, è necessario un linguaggio di verità. Quali le parole giuste, ma soprattutto quali saranno le sue scelte?

Non è facile racchiudere un programma di città, e di una città in queste condizioni, in poche parole, ma ci provo. Invitiamo i cittadini alle tante occasioni di incontro che organizzeremo nelle prossime settimane per approfondire i vari aspetti. La macchina amministrativa, come ho detto prima, è senza dubbio la base su cui poggiare il nostro lavoro. Un comune che funziona, che dà risposte, con dipendenti motivati e contenti del proprio lavoro, sono essenziali per sviluppare qualsiasi azione dell’amministrazione. Questa sarà una delle prime cose che proveremo a fare così come proveremo nei primi mesi a dare risposte immediate per quanto riguarda il parcheggio in città (con il frazionamento della prima ora di sosta), la situazione dei rifiuti (con un revisione delle modalità di conferimento) e la polizia municipale, accelerando il più possibile le assunzioni di nuovi agenti anche in previsione degli ulteriori pensionamenti. Le visioni a lungo termine della città sulle quali incentreremo tutte le nostre azioni sono invece quelle legate alla vera vocazione di Cava che è commerciale (ma di un commercio di qualità), turistica e, noi crediamo, soprattutto culturale. Tutto quello che faremo avrà come scopo ultimo quello di aumentare le presenze di turisti in città differenziandone anche la tipologia (per farle un esempio, Cava ha potenzialità enormi per tanti sport e attività di montagna che attirano quote di mercato turistico sempre crescente: l’arrampicata sportiva, il trekking, le passeggiate a cavallo, il cicloturismo. Potremmo diventare uno dei centri regionali di maggior rilievo vista la nostra conformazione e la posizione in cui si trova la città).

Non dobbiamo dimenticare che la vita dei cittadini e delle famiglie cavesi si basa principalmente su due aspetti: il lavoro e la casa. Quindi, dobbiamo aumentare le opportunità di lavoro in città e, nei limiti del possibile, aumentare l’offerta abitativa recuperando il più possibile le strutture già presenti sul territorio.

E poi, come dico sempre, ci occuperemo soprattutto della vita quotidiana delle persone. Vista la situazione finanziaria del Comune non voglio, e non è nel mio carattere, promettere cose impossibili o sogni irrealizzabili. Ci impegneremo a dare la possibilità alle persone di vivere un po’ meglio la vita quotidiana, poter camminare su un marciapiede senza preoccuparsi della mattonella rotta, non tornare a casa su una strada piena di buche o piena di rifiuti o peggio non illuminata, fare una passeggiata o giocare con i bambini in una villetta pulita, curata e non degradata. Cose, se vuole, normali, che dopo 10 anni sono diventate quasi un sogno.

Quello che in questi 10 anni è mancato più di ogni altra cosa è la leadership, la capacità di individuare obiettivi e direttrici operative e di convogliare con decisione le risorse verso uno scopo preciso. Prendiamo l’esempio della sicurezza cittadina. Un miglior coordinamento delle risorse disponibili, un’apertura più sistematica alla collaborazione dei gruppi di volontari, un’interpretazione attenta dei fenomeni delinquenziali che periodicamente si manifestano, consentirebbero di migliorarne il livello anche senza investire nuove risorse. Insomma, data la situazione finanziaria attuale, la vera sfida sta nell’utilizzare al meglio quello che si ha, programmando, ottimizzando e verificando i risultati.

 

foto Christopher Spatuzzi

 

“Avrò cura di te non è uno slogan, è un impegno morale”

Partecipazione, ascolto e vita quotidiana come misura concreta della politica

 

Per finire, qual è il messaggio che attraverso il nostro giornale vuole inviare ai cavesi?

Chiedo ai cavesi di essere protagonisti della propria città. Caro Direttore, ormai per il lavoro di medico, per passioni calcistiche, folkloristiche, per attività politica e tanto altro, sto tra la gente e vivo la città. So che tanta gente è ormai disillusa ed è distante dalla vita politica cittadina. Il mio auspicio è che i cittadini possano essere coinvolti, interessarsi alle cose che vengono dette, venire a parlare con noi, ascoltarci e dirci quello che secondo loro è importante. Spero di poter avere nei prossimi mesi questo tipo di interazione e chi mi conosce sa che darò tutto me stesso per poter ripagare la fiducia che verrà riposta in me. Come dico in ogni occasione “Avrò cura di te” non è solo uno slogan, ma è un impegno morale e personale ancor prima che politico.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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