scritto da Francesco Angrisani - 09 Ottobre 2026 11:22

Pelli esotiche, il dossier LAV: il lusso verso una nuova generazione di materiali

Secondo le elaborazioni contenute nel rapporto, l'incidenza economica delle pelli esotiche sul fatturato dei grandi gruppi del lusso sarebbe estremamente contenuta

Il settore del lusso è chiamato a confrontarsi con una transizione che riguarda non solo l’etica e la tutela della biodiversità, ma anche le strategie industriali e l’innovazione dei materiali. A fare il punto è il nuovo dossier della LAV (Lega Anti Vivisezione ), “Pelli esotiche – La transizione next-gen a parità di valore”, che analizza il peso delle pelli di rettile nella moda e le possibili alternative animal-free.

Secondo le elaborazioni contenute nel rapporto, l’incidenza economica delle pelli esotiche sul fatturato dei grandi gruppi del lusso sarebbe estremamente contenuta, mentre la filiera presenta rilevanti criticità sul piano della tracciabilità, della tutela della fauna selvatica e della reputazione dei brand.

L’Italia occupa un ruolo centrale nella filiera europea. Il dossier, basato anche sui dati della banca dati CITES, rileva che nel 2022 sono state importate nel nostro Paese 580.872 pelli intere di rettile. Tra queste figurano 227.041 pelli di Varanus salvator, specie per la quale il commercio è legato alla cattura di esemplari selvatici.

Partendo da questi dati, la LAV propone ai marchi del lusso una roadmap per accompagnare il progressivo superamento delle pelli esotiche. Il percorso prevede un primo intervento entro il 2027, lo stop alle pelli provenienti da animali catturati in natura entro il 2028 e il phase-out completo delle pelli esotiche entro il 2030, attraverso l’introduzione e lo sviluppo di materiali di nuova generazione.

Il dossier dedica inoltre ampio spazio alle alternative oggi disponibili e alla possibilità di preservare valore, qualità, artigianalità e desiderabilità dei prodotti attraverso una transizione verso materiali animal-free. Una prospettiva che apre un confronto destinato a coinvolgere sempre più direttamente il mondo della moda, della manifattura e del lusso.

Il rapporto completo è disponibile per la consultazione qui:

Leggi il dossier LAV “Pelli esotiche – La transizione next-gen a parità di valore”

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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