scritto da Francesco Angrisani - 06 Ottobre 2026 10:49

Il mare comincia qui

Comincia dalle nostre scelte, dai nostri comportamenti, individuali e collettivi, e anche dai nostri gesti più distratti

«Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno.» Qoelet

Il mare comincia qui.

Comincia dalle nostre scelte, dai nostri comportamenti, individuali e collettivi, e anche dai nostri gesti più distratti: da ciò che lasciamo cadere per strada pensando che sia poca cosa, da ciò che abbandoniamo lungo un argine, da quello che affidiamo all’acqua senza domandarci dove andrà a finire.

Perché nulla scompare davvero.

Un piccolo rifiuto può essere raccolto dalla pioggia, trascinato in un canale, portato da un torrente e infine raggiungere il mare. Una bottiglia lasciata lungo una strada può diventare, attraverso un lungo viaggio, un frammento di plastica nell’ambiente. Quello che ai nostri occhi sembra lontano e insignificante può diventare parte di un problema molto più grande.

È questo il legame che spesso dimentichiamo: tra il gesto compiuto qui e ciò che accade là, tra la nostra strada e la nostra costa, tra una distrazione di pochi secondi e un danno che può durare anni.

Il mare non è una discarica.

È il punto d’arrivo di una rete di acque che attraversa il nostro territorio e raccoglie anche le conseguenze delle nostre abitudini. Per questo la sua tutela non comincia soltanto sulla spiaggia, quando raccogliamo un rifiuto o osserviamo una costa sporca. Comincia molto prima: nelle nostre case, nelle strade, nei quartieri, lungo i fiumi e i canali, nei luoghi che attraversiamo ogni giorno.

E non riguarda soltanto il comportamento del singolo.

Anche le scelte collettive contano: il modo in cui amministriamo il territorio, la cura degli spazi pubblici, la manutenzione dei corsi d’acqua, la gestione dei rifiuti, l’educazione ambientale, la capacità di prevenire invece di intervenire soltanto quando il problema è già arrivato sulla costa.

La responsabilità ambientale, allora, non è un gesto straordinario. È soprattutto una somma di piccoli gesti ordinari.

Significa fermarsi un momento prima di lasciare qualcosa dove non dovrebbe stare. Significa ricordare che ciò che gettiamo via deve andare da qualche parte. Significa comprendere che il territorio che consideriamo nostro è collegato a tutto ciò che lo circonda.

Qoelet scriveva che tutti i fiumi scorrono verso il mare. Oggi quelle parole possono ricordarci una verità semplice: tutto è connesso.

Il mare comincia qui.

Comincia dalle nostre scelte, dai nostri comportamenti, dai nostri gesti attenti e anche da quelli «distratti».

E ciò che affidiamo alla natura non scompare.

Prima o poi, ritorna a noi.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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