Un Natale diverso, fatto di sorrisi autentici e di un’umanità che va oltre la cura clinica, è quello vissuto all’Ospedale di Sarno grazie all’iniziativa del dottor Giuseppe Colangelo, dirigente medico della Cardiologia Utic. Nel giorno di Natale, il medico, di origini calabresi, ha scelto di indossare l’abito di Babbo Natale per portare un momento di gioia ai bambini ricoverati, regalando doni ma soprattutto speranza e leggerezza.
Corridoi e stanze di degenza si sono trasformati per qualche ora in spazi di festa. Tra cappellini rossi, sacchi di regali e sorrisi, l’atmosfera natalizia ha coinvolto non solo i piccoli pazienti, ma anche le loro famiglie e il personale sanitario. Un’iniziativa che ha saputo spezzare la routine ospedaliera, spesso segnata da preoccupazioni e difficoltà, offrendo un momento di evasione e serenità.
Il gesto del dottor Colangelo ha colpito per la sua spontaneità e autenticità. Senza clamore, il medico ha scelto di mettersi in gioco in prima persona, dimostrando come la figura del sanitario possa essere anche simbolo di vicinanza e conforto emotivo. Un esempio concreto di umanizzazione delle cure, valore sempre più centrale all’interno del servizio sanitario pubblico.
L’iniziativa è stata accolta con grande apprezzamento anche dai vertici dell’ASL Salerno, presenti in ospedale nel corso della giornata. I dirigenti sanitari hanno sottolineato come azioni di questo tipo, pur nella loro semplicità, rappresentino un messaggio forte di empatia, responsabilità sociale e attenzione alla persona, in linea con i principi che guidano l’attività dell’azienda sanitaria.
«Il mio è stato un gesto disinteressato – ha dichiarato il dottor Colangelo –. Non l’ho fatto per apparire, ma per regalare un sorriso. In quei momenti ho visto gli occhi dei bambini illuminarsi, ho sentito risate leggere e ho percepito la magia del Natale nascere nei loro cuori». Parole che raccontano il senso profondo di un’iniziativa capace di lasciare un segno duraturo.
In un contesto spesso caratterizzato da ambienti asettici e da situazioni di sofferenza, la presenza di “Babbo Natale” tra le corsie ha rappresentato un simbolo di resilienza e calore umano. Un messaggio chiaro: la sanità non è fatta solo di terapie e diagnosi, ma anche di attenzione, empatia e solidarietà.
Il gesto del dottor Colangelo ha così conquistato il cuore di un’intera comunità, diventando esempio di come piccoli atti di generosità possano fare una grande differenza, soprattutto nei luoghi dove la speranza è parte fondamentale del percorso di cura.