Cava de’ Tirreni, tornano a suonare le zampogne: la tradizione rivive al Convento di San Francesco
Il prossimo 10 gennaio il complesso francescano ospiterà la nuova edizione del "Festival delle Zampogne", un pomeriggio tra musica pastorale, cultura e sapori tipici del Sud Italia
Il suono arcaico e suggestivo della zampogna si appresta a riempire nuovamente le navate e il chiostro del Convento-Santuario di San Francesco e Sant’Antonio. Sabato 10 gennaio 2026, la città metelliana rinnoverà il suo legame con le tradizioni popolari ospitando il Festival delle Zampogne, un evento che promette di coinvolgere appassionati e famiglie in un’atmosfera sospesa nel tempo.
La manifestazione, organizzata con la collaborazione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, inizierà alle ore 16:00 nel suggestivo chiostro del Convento. Qui è prevista l’accoglienza dei partecipanti seguita da un’esibizione libera, un momento spontaneo dove i musicisti potranno confrontarsi e far risuonare i propri strumenti tra le arcate storiche.
Alle 17:00 si entrerà nel vivo della parte culturale con la presentazione ufficiale del Festival. Dopo i saluti di rito di padre Pietro Anastasio, Guardiano del Convento, seguiranno due interventi tematici di grande rilievo:
-
Padre Fedele Mattera relazionerà su “La Musica di Francesco”, esplorando il legame tra la spiritualità francescana e l’arte dei suoni.
-
Antonio Giordano, musicista e ricercatore del gruppo Daltrocanto, presenterà “Le Zampogne di Daltrocanto”, un approfondimento tecnico e storico sullo strumento simbolo della transumanza.
Il momento più atteso è fissato per le 18:30, quando i riflettori si sposteranno sull’esibizione degli Zampognari provenienti da diverse regioni del Centro e Sud Italia. Non sarà solo un concerto, ma un vero “momento di fraternità” che culminerà in una festa comunitaria. Per l’occasione, i visitatori potranno partecipare a una degustazione di prodotti tipici, celebrando l’unione tra la musica folk e le eccellenze gastronomiche del territorio.
L’evento rappresenta una tappa fondamentale per la valorizzazione del patrimonio immateriale locale, riportando al centro dell’attenzione uno strumento che, per secoli, ha scandito i ritmi della vita rurale e delle festività religiose nel Mezzogiorno.
Per ulteriori dettagli o iscrizioni, è possibile contattare l’Ufficio del Santuario (349 290 1947) o Antonio Giordano (328 725 4831).








