Cava de’ Tirreni, Rifondazione Comunista scuote il dibattito politico: “Primarie vere o la città resta ostaggio dei salotti del potere”
Il partito interviene nel confronto pre-elettorale denunciando frammentazione, accordi opachi e candidature calate dall’alto. Al centro della proposta: primarie aperte, programmi chiari, partecipazione popolare e un progetto alternativo fondato su giustizia sociale e beni comuni
A pochi mesi dalle prossime scadenze elettorali, il dibattito politico cittadino si accende e Rifondazione Comunista irrompe sulla scena con un comunicato che suona come una presa di posizione netta e senza mediazioni. Un intervento che non si limita alla critica degli assetti attuali, ma punta il dito contro una crisi più profonda della politica locale: quella della partecipazione, della trasparenza e della coerenza programmatica.
Per Rifondazione Comunista, Cava de’ Tirreni sta vivendo una fase di forte degrado del confronto pubblico. Da un lato, la destra che – come già avvenuto in altre tornate – si presenta compatta, forte di candidature definite lontano dai luoghi della partecipazione democratica. Dall’altro, un centro e una sinistra frammentati, incapaci di costruire una proposta unitaria e spesso invischiati in accordi di sopravvivenza che, secondo il partito, arrivano persino a coinvolgere forze dichiaratamente reazionarie come la Lega.
Una situazione che Rifondazione Comunista non legge soltanto in termini politici, ma anche culturali e morali. La crisi, sottolinea il partito, è il riflesso di una politica che ha perso il contatto con i cittadini e con i bisogni reali della città, riducendo il confronto a una somma di manovre di apparato, equilibri interni e giochi di potere.
Da qui il rifiuto netto di candidature calate dall’alto e di accordi costruiti nelle segreterie. Rifondazione Comunista rivendica invece il diritto dei cittadini e delle cittadine di Cava de’ Tirreni a essere protagonisti delle scelte politiche, a partire dalla selezione del candidato sindaco e dalla definizione del programma amministrativo.
La proposta avanzata è chiara: primarie vere, aperte e trasparenti, non come strumento formale o di ratifica di decisioni già prese, ma come momento autentico di confronto pubblico su programmi, visioni e progetti per la città. Primarie che, secondo il partito, dovrebbero vincolare politicamente sia le forze che vi partecipano sia il candidato vincente, evitando trasformismi e ambiguità una volta concluse le elezioni.
Nel merito dei contenuti, Rifondazione Comunista rilancia una piattaforma politica che mette al centro la giustizia sociale, la dignità del lavoro, la difesa dei beni comuni e un chiaro riferimento all’antifascismo militante come valore fondativo della convivenza democratica. Temi che, secondo il partito, dovrebbero costituire l’ossatura di qualsiasi proposta realmente alternativa alla destra e alle logiche neoliberiste che hanno segnato gli ultimi anni di governo locale e nazionale.
L’appello finale è rivolto non solo ai partiti, ma anche ai movimenti, alle associazioni e ai singoli cittadini che non si riconoscono nell’attuale quadro politico. L’obiettivo dichiarato è costruire una proposta popolare, radicale e credibile, capace di riportare al centro il bene comune e la partecipazione democratica.
In una fase in cui il clima pre-elettorale appare ancora confuso e segnato da trattative sotterranee, l’intervento di Rifondazione Comunista rappresenta un tentativo di rimettere il confronto sul terreno politico e programmatico. Resta ora da capire se e come le altre forze del campo progressista raccoglieranno la sfida, o se Cava de’ Tirreni continuerà a essere, come denuncia il partito, terreno di decisioni prese lontano dalla città e dai suoi cittadini.








Le ultime primarie che si svolsero prima delle elezioni del 2015 evidenziarono, a mio avviso, alcune opacità relative alla partecipazione al voto di parti della città estranee al mondo del centro-sinistra.
La proposta di RC sarebbe fondamentale per uscire dall’attuale nebbia , ma dovrebbe basarsi su nuove regole orientate a garantire due aspetti essenziali, uno orientato a regolamentare l’accesso al voto, da circoscrivere possibilmente ai sostenitori dei partiti, dei movimenti e delle associazioni che aderiscono alle primarie, e uno riguardante la presentazione delle candidature, che dovrebbe rispondere ad un preciso questionario sul programma proposto (Es. squadra in anteprima, criteri di selezione dei candidati al consiglio comunale, numero di liste, interventi sui beni comuni, ecc.). In tal senso sarebbe auspicabile la costituzione di un comitato organizzatore delle primarie.