Cava de’ Tirreni, oggi il verdetto del PD sulla candidatura a sindaco: il centrosinistra rischia la frattura
A Salerno il confronto decisivo con il segretario regionale Piero De Luca. Senza un accordo, il centrosinistra cavese potrebbe presentarsi alle comunali diviso in più pezzi
Oggi dovrebbe arrivare il verdetto del Partito Democratico sulla candidatura a sindaco di Cava de’ Tirreni, dopo mesi di stallo che hanno paralizzato il centrosinistra cittadino.
E’ previsto un incontro con il segretario regionale Piero De Luca, chiamato a sciogliere un nodo che il Pd cavese non è riuscito a risolvere da solo.
La vicenda nasce da una lunga contrapposizione tra due aree del partito. Da un lato la maggioranza guidata da Nunzio Senatore, il king maker dei voti in città, che sostiene la candidatura di Giancarlo Accarino. Dall’altro la minoranza dei giovani amministratori, con Iuliano, Altobello, Narbone, Galdo e altri, schierata invece su Luigi Senatore.
Le due candidature hanno raccolto consensi anche fuori dal Pd, con Accarino appoggiato dal campo largo e Senatore sostenuto da una parte consistente dell’area civica. Nessuno dei due fronti, però, ha cercato una mediazione e la minoranza ha più volte minacciato una scissione nel caso in cui venisse imposto il nome di Accarino.
Per farla breve, un vero e proprio busillis. E non sarà facile neanche per Piero De Luca venirne a capo.
In queste settimane non sono mancati tentativi di ricucitura, tra cui quello del consigliere comunale Armando Lamberti. Anche attraverso il nostro giornale, si è fatto, infatti, interprete della necessità un compromesso che esaltasse le ragioni dello stare insieme del centrosinistra piuttosto che i motivi per una sua devastante implosione.
Nell’ultima intervista rilasciata al nostro giornale, infatti, ha proposto di azzerare tutte le candidature, compresa la sua, per individuare un nome unitario e di alto profilo istituzionale. Senza un accordo, infatti, il centrosinistra rischia di presentarsi alle comunali con ben quattro candidati. In ordine sparso, Accarino, Senatore (o un altro nome della minoranza), Eugenio Canora alla sinistra del Pd e lo stesso Lamberti nell’area centrista.
Una frammentazione che indebolirebbe pesantemente l’intero schieramento. Una vera e propria diaspora con effetti devastanti per il centrosinistra cavese.
Secondo i bene informati, la scelta del Pd potrebbe ricadere oggi su Accarino, con il simbolo affidato alla maggioranza del circolo democrat cavese. Se così sarà, la minoranza democrat davvero persevererà nel suo disegno fino alla scissione? Sembrerebbe di sì. Anzi, i bene informati suggeriscono che si sta da tempo lavorando a un’ipotesi politico-elettorale tanto spregiudicata quanto dirompente. La minoranza sarebbe pronta, si mormora, a una mossa clamorosa. Presentare cioè una propria lista, ma sostenere la candidatura di Luigi Petrone, l’ex frate francescano che nelle ultime settimane ha attirato attenzione con una comunicazione particolarmente efficace.
Un’alleanza del genere potrebbe cambiare gli equilibri della competizione. Petrone, infatti, con l’appoggio dei dissidenti democrat, potrebbe puntare al ballottaggio con il candidato del centrodestra Raffaele Giordano. E così giocarsi perfino la vittoria al secondo turno.
Sarebbe questo uno scenario apocalittico per il centrosinistra o campo largo che dir si voglia.
E se la minaccia di scissione di Narbone & C. fosse soltanto un bluff? Può darsi, non è da escludere. Hanno però tirato la corda così a lungo, sono andati così oltre, tenendo sulle spine un partito, una coalizione, un’intera città, da non poter davvero tornare indietro adesso a cuor leggero e senza conseguenze.
In conclusione, l’impressione è che non si annunci niente di buono per il centrosinistra. Il quadro che si delinea non è affatto incoraggiante. Il tempo a disposizione è ormai ridotto e le possibilità di ricomporre la frattura sembrano sempre più limitate, mentre nel Pd prevalgono le ragioni dello scontro interno rispetto a quelle dell’unità.
Resta da capire se Piero De Luca riuscirà a trovare una soluzione condivisa o se il centrosinistra cavese si avvierà verso una competizione elettorale segnata da divisioni profonde e da esiti imprevedibili. Tradotto: De Luca riuscirà a trovare il bandolo della matassa o si troverà costretto a rassegnarsi ad una “sparatoria” politico-elettorale all’O.K. Corral?
Per ora, non resta che attendere l’esito del vertice di oggi. Poi si vedrà.







